giovedì 8 settembre 2011

Lovelycuba

E' tempo che vi racconti un po' di Cuba (anzi di Havana che è la mia nuova ossessione), visto che per evidente pigrizia e difficoltà di accesso alla rete sono stata silenziosa più di un mese.
Ma partiamo dall'inizio...
Vagando per Centro Habana, nel secondo giorno di esplorazione, mi sono data a pensieri macroeconomici (ammetto che non avevo ancora visto il giardiniere del Nacional identico a Lenny Kravitz e quindi avevo ancora tempo per pensare a cosa poco serie) e ho deciso che la ricchezza di un paese si puo' misurare dallo spessore della carta igienica, più è sottile più un paese è povero.

Quella cubana è un velo (lo stipendio medio è di circa 30 dollari al mese) e se avete il raffreddore è assolutamente impensabile che possa sostituire i fazzoletti di carta a meno che non usiate tutto il rotolo in contemporanea.
Ripensando anche a viaggi passati penso che il metodo carta igienica sia molto più intuitivo e utile del Mac Index dell'Economist...

Comunque se volete capire qualcosa di più di Cuba rispetto alle mie pseudo folgorazioni vi consiglio di dare un occhio al blog di Yoani Sanchez http://www.desdecuba.com/generaciony/ .

Ma torniamo alle mie inutili cazzate...

Questi sono gli highlights fondamentali che mi sento di condividere con voi:
- ci sono più maestri di salsa ad havana che avvocati a milano
- il daiquiri del floridita vince sul mojito della bodeguita (ma sono in astinenza da entrambi)
- il cocotaxi è il supremo mezzo di locomozione che importerei a milano
- il reggaeton è inascoltabile, la rumba è meglio della salsa
- il film dell'anno è havanastation (sì, sono ossessionati dalle fermate degli autobus ma ora capisco perchè)

- c'è sempre spazio per un sentimiento nuevo
- essere sexy e provocanti è divertente (alla faccia del minimalismo milanese)
- urlare litigando per strada è accettabile (possibilmente bisogna chiedere anche un'opinione ai passanti)
- il cafè literario G su calle 23 al vedado vale una visita
- al Nacional ci vivrei (e non per il giardiniere)
- aspettarsi che un evento straordinario possa cambiarti la vita è normale (siamo in Sud America!)

Tutto il resto è luce e colore, odori e persone, scritte sui muri e case che crollano, perros vaganti e una lentezza che noi abbiamo disimparato...

A presto








 

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