giovedì 27 gennaio 2011

Milano

Ieri un amico mi ha detto che stava leggendo un libro su Milano.
Io, che non faccio che comprare libri che parlano di cose che non conosco, mi sono chiesta il perché di questa scelta.
Perché leggere un libro che ti parla della città in cui vivi e che ti sembra non riservi sorprese?

Ovviamente gliel’ho chiesto… e lui ha risposto “perché Milano mi assomiglia”.
Ho provato allora a farmi spiegare in che modo Milano lo rappresentasse ma sono stata immediatamente zittita …  Mica uno ti racconta per telefono quello che pensa di se stesso o sbaglio?

Un altro invece mi chiama domenica mattina e mi dice sono appena sceso dal Duomo perché non ci salivo da quando ero bambino.

A parte il fatto che colleziono amici un po’ fuori di testa…  Cosa penso di Milano? C’è un motivo per cui valga la pena viverci?

Milano per me è fondamentalmente piatta con doppia accezione: piatta nel senso che è in piano ed è facile andarci in bicicletta e piatta perché non è particolarmente interessante. Nel primo caso mi sento un po’ di assomigliarle (questione di tette sparite).

E’ decisamente fredda e grigia, almeno questa mattina.
E’ poco appariscente se non un paio di volte l’anno in cui tira fuori il meglio di sé.
Si dimentica spesso di essere accogliente ma ha bellissimi vecchi bar, dove fanno il bianco spruzzato che però io non prendo mai perché non mi piace il Campari.
Sembra sempre di corsa ma è un po’ una farsa, le piace più sembrare affannata che esserlo veramente.

Dicono sia ben ubicata: la maggior parte di coloro che hanno vissuto in altre città e poi sono ritornati qui sostengono che uno dei motivi per viverci sia che è vicina a campagna, lago, mare o montagna.

Ma perché dovrei vivere in un posto che annovera tra le sue qualità principali il fatto che sia facile evaderne?
Non sarebbe meglio stare in un posto, anche scomodo, ma dal quale non hai voglia di scappare ogni fine settimana?

Alla fine per trovare un motivo, se non per decidere di rimanere ad oltranza, almeno per non andarmene istantaneamente, sono ricorsa alle parole di un bolognese…

domenica 23 gennaio 2011

14 febbraio vs 15 febbraio

“Lo sai che il 15 febbraio è la giornata dei single?” mi chiede telefonicamente Cecilia che è sempre un ottimo spunto per i miei post.
“No, non lo sapevo” rispondo io. Segue l’inevitabile risposta della mia amica: “L’ho visto su google”…
Cavoli, cosa so del 15 febbraio penso io? So ad esempio che inizia il festival di San Remo e che si è oltre la metà del mese perché febbraio ha solo 28 giorni o 29 al massimo, che il carnevale di Rio è in pieno svolgimento e che gli Oscar sono nell’aria… Molto bene!
Ma che qualche perverso personaggio in giro per il mondo avesse deciso di istituire una giornata dei single dopo la festa degli innamorati proprio mi era completamente sfuggito.

Così, pur partendo dal presupposto che le giornate dedicate a qualcosa come l’8 marzo mi hanno sempre dato sui nervi (continuo a rivendicare il diritto di non essere trattata come un panda in via d’estinzione solo perché sono una donna) e che mi sono sempre astenuta dal festeggiare San Valentino, ho provato a capire se avrei preferito celebrare il 14 o il 15 febbraio (nel caso in cui avessi deciso di farlo per una volta) facendo un accurato elenco dei possibili vantaggi dell’essere single o in coppia.

Primo vantaggio dell’essere single che mi è balzato in mente e che nel mio immaginario batteva di gran lunga tutti gli altri: non devi vestirti decentemente quando torni a casa stanca morta e vuoi solo sbatterti sul divano a vedere un film.
A pensarci bene però, questo, almeno per me, non è proprio un gran vantaggio; non solo perché il mio look per le serate a due non si è mai minimamente avvicinato a quello di una regina del burlesque ma anche perché di solito giro per casa dei miei fidanzati indossando i vestiti presi in prestito dal loro armadio.
Il che può risultare molto sexy (in particolare durante l’estate o se sei Julia Roberts in Pretty Woman) a meno che tu non abbia un fidanzato di 25 cm più alto di te che ti presta, con un sorriso diabolico i pantaloni della sua tuta di pile blu ormai dismessa e recuperata dal fondo dell’armadio…

Il problema è che dopo aver passato 48 ore ad elencare fondamentalmente una marea di cazzate tipo fare sesso con degli affascinanti sconosciuti (vantaggio dell’essere single), delegare la preparazione della cena (vantaggio dell’essere in coppia), dormire incollata al tuo compagno nelle notti invernali (vantaggio dell’essere in coppia), avere più tempo per i propri interessi (vantaggio dell’essere single) ecc. ho capito che questo sterile ragionamento non mi avrebbe aiutato a scegliere.

Allora mi sono concessa una navigazione controllata nei ricordi e mi sono accorta che devo, a chi ha voluto, o a cui forse è solamente toccato in sorte, attraversare un pezzo della sua vita con me, molte delle cose che ho imparato a conoscere e ad amare e che devo a me stessa molte delle cose che ho realizzato.
Così, che ci capiti di festeggiare il 14 o il 15 non è poi così importante… alla fine dei conti l’anno successivo si può essere sempre dall’altra parte della barricata.

Quello che conta veramente è avere spazio nella borsa per una camicia da notte che non ti faccia sembrare una zingara a meno che il mondo gitano non sia una tua passione (per me lo è, quindi temo che il mio look notturno rimarrà ostinatamente preso in prestito)!



conto per il 2012 di fregare dal suo armadio

giovedì 20 gennaio 2011

Il software come metafora della vita

Oggi parliamo di informatica... OK non spaventatevi! non è così noioso come sembra (anche se la mia amica Cecilia non è particolarmente d'accordo con questa affermazione). In particolare vorrei discutere di aggiornamenti (o nuove release come dicono quelli che ci capiscono) di programmi, applicativi, software o come cavolo si chiamano quei cosi che dovrebbero migliorare le prestazioni del tuo PC.

Fatto sta che ogni volta che chiedo a quelli che lavorano nel mio ufficio IT come mai non posso fare una cosa con un benedetto programma loro invariabilmente rispondono: la potresti fare se avessi la nuova release ma visto che hai quella vecchia...

A parte il fatto che Microsoft e soci già ti fregano in partenza perchè chiamano l'ultima versione di un programma con il nome dell'anno successivo a quello in corso (ad esempio sharepoint 2010 in realtà è del 2009) e secondo me lo fanno per farti sentire già indietro...
Dicevo... a parte questo piccolo problema, non è che la tecnologia, che mi è sempre sembrata completamente avulsa dalla vita, non ne sia in realtà una perfetta metafora?
Non è che alla fine vivo sempre nella release precedente rispetto a quella in cui dovrei essere?  Ed è così grave rimanere costantemente in ritardo?

In fondo aggiornare, imparare a gestire le modifiche, usare nuovi tasti è anche una gran fatica... E spesso le release successive sono peggiori delle precendenti (guarda cosa è successo con Vista)...
Non conviene quindi rimanere in ciò che si conosce bene? E se poi magari ti perdi proprio quella versione che rende il tuo PC (o la tua vita) un bolide e fai molte più cose interessanti? E se esistesse l'aggiornamento perfetto oppure se non esistesse per niente e l'aggiornamento perfetto fosse quello che hai già scaricato?

Ci penso e ripenso da ieri, quando questa folgorazione mi ha colto durante una riunione particolarmente noiosa come fossi san paolo sulla via di damasco.

mercoledì 19 gennaio 2011

sesso e accoppiamenti

In realtà è solo un titolo ad effetto per tenervi attaccati al mio blog visto che in questa cavolo di città non succede niente di interessante.

Ma veramente non succede niente o sono io che non mi accorgo delle cose che succedono?
Forse è colpa del cappello di pelo con le orecchie che mi impedisce di allargare lo sguardo così continuo a camminare a testa bassa in questa specie di brughiera milanese fuori stagione (la nebbia esige giorni novembrini, a gennaio non vale!).
Ma come ha fatto Emily Bronte (non trovo i puntini sulla e) a scrivere Cime Tempestose in quella landa desolata? Immagino che la variabile fosse il tempo (molto), non trovo altre spiegazioni... O forse l'assenza di internet...

Così visto che la desolazione climatica in sè non reca alcuna ispirazione, domani voglio fare una specie di esperimento e mettermi a parlare con tutti quelli che incontro in metropolitana per vedere se almeno uno mi racconta qualcosa di interessante al pari della mia amica Sondra di Atlanta.

Comunque se Alain de Botton dice che Gopnik è geniale perchè prende un argomento sul quale non c'è nulla da dire e lo tratta in maniera profonda, forse con le debite proporzioni anche io posso cavarmela parlandovi del niente che peraltro (grazie andrew war) è la cosa che si materializza più facilmente nel mio cervello.

Nel frattempo dichiaro aperta, dopo aver clamorosamente fallito i pronostici dei golden globe, la competizione tra la versione di barney, american life e hereafter. Io sono a quota 2, appena avrò visto il film del buon Clint aprirò le danze.

Vorrei brindare con voi alle 430 page view di questo mese (del mio blog intendo)!
Che forse sono pochissime perchè calcolando i 10 post che ho scritto sono circa 40 unique users in totale e sono un po' pochi per vincere il premio di blogger dell'anno di Donna Moderna ma sono sicuramente più di zero.

Anche in questo post non ho usato nessuna parola recante una gn nel mezzo (eg. ognuno), appena avrò ripassato le regole grammaticali di base userò solo parole con gn.

Buonanotte!

domenica 16 gennaio 2011

charlie ravioli e i pronostici del Golden Globe

Sto leggendo il libro di uno scrittore che si chiama Gopnik e che si intitola Una casa a New York.
Ma chi è Charlie Ravioli e cosa c'entra con Gopnik?
Charlie Ravioli è l'amico immaginario della figlia dello scrittore che si chiama Olivia e ha tre anni e mezzo.
Charlie Ravioli, però, ha una caratteristica davvero particolare per essere un amico immaginario: non ha mai tempo per colei che lo ha inventato.
"Oggi Charlie Ravioli ha disdetto il pranzo all'ultimo minuto" oppure "Mi sono battuta in Charlie Ravioli ma è saltato al volo su un taxi" oppure "Ravioli è molto occupato, lavora troppo", non fa che dire Olivia.
Ad un certo punto appare anche Laurie, l'immaginaria assistente personale di Ravioli.
"OK Laurie, fammi richiamare da Ravioli quando è libero" dice la figlia dello scrittore sempre più frustrata.
E' vero non siamo a New York, Milano è decisamente un po' meno estrema e i nostri figli probabilmente non hanno amici immaginari che sono troppo impegnati per vederli, ma alla fine anche io come Gopnik mi sono domandata quanti Charlie Ravioli ho come amici o per quanti sia io Charlie Ravioli...

Ma passiamo ad un altro argomento, i pronostici dei Goldel Globe. Dopo attenta valutazione mi sento di poter così vaticinare:
Best Drama: Inception (perchè ci spero)
Best Actress Drama: Natalie Portman (sulla fiducia)
Best Actor Drama: Jessie Eisenberg (perchè penso che The Social Network stia al 2010 come Wall Street stava al 1987)
Best Comedy: Burlesque (a caso e Alice in Wonderland, che è l'unico altro film che ho visto tra i nominati, non mi ha fatto impazzire)
Best Actress Comedy: Julianne Moore (a caso)
Best Actor Comedy: Paul Giamatti (perchè lui è bravo anche se il film è mediocre e non basta la musica di Leonard Cohen a cambiare il mio giudizio)
Miglior film straniero: Il concerto ( e guai a chi me lo tocca)
Miglior regia: Christofer Nolan
Miglior sceneggiatura: Inception

Insomma avrete capito per chi faccio il tifo anche se i giudizi sono parziali perchè molti film non sono ancora usciti in Italia...

Baci

mercoledì 12 gennaio 2011

Ironic

Ieri ho visto una ragazza su una macchina, era sera, insomma faceva buio, e lei se ne stava sulla sua macchina con gli occhiali da sole stile john lennon, aveva una sigaretta in bocca e i finestrini tutti chiusi e i capelli come alanis morissette quando ancora faceva canzoni che mi piacevano.
E ho pensato a come mi divertisse quella ragazza su quella macchina, a quanto avrei voluto fermarla e chiederle: ehi mi sembri una che potrebbe essermi simpatica, volevo dirtelo! E poi avrei voluto dirle: ehi ragazza ma come fai a sembrare così sicura su quella macchina quando io su Cristine (la mia KA) mi sento sempre così accidentale?

Poi ci siamo sorpassate e perse a vicenda, ma ho continuato a chiedermi per tutto il tragitto tra casa mia e il buzzi se anche lei magari avesse pensato lo stesso, se anche lei avesse pensato: guarda quella ragazza con il cappello da rapper e un caschetto anni '20, secondo me è una che vale la pena conoscere.

Poi sono rientrata nella realtà, tra quello che conosco veramente e che amo proprio perchè lo conosco.
E c'erano le mie amiche, quelle vere, quelle che mi piacciono anche se non portano gli occhiali di john lennon. E con loro sono stata a Muscat, a Londra, in Messico e in Brasile, poi sono passata per la Normandia, sono rimasta a Milano, mi sono spinta verso Cortina e all'Est fino a Bratislava.

E ho pensato che le amo perchè si vestono di rosso al loro matrimonio come loredana bertè e mi portano ai burlesque awards, perchè possiamo parlare di Woody Allen e capirci anche senza parlarci, perchè mi regalano un braccialetto con cui esprimere 3 desideri, perchè dicono che il mio blog è spassoso e mi offrono il caffè raccontandomi una lezione di tango, perchè hanno un fidanzato che dice che la loro coppia è in crisi dal momento che lui non è entrato nella fase due (e io che ero rimasta al massimo alla fase anale) ma ci ridono sopra, perchè hanno 4 cani e sono felici visto che non piove.

Così davanti a tanta diversità perchè cercare altro?

Ma dove sono tutte in questo momento in cui ho finito le sigarette?
Eppure ero convinta di averne messa da parte una per i tempi duri!

martedì 11 gennaio 2011

The Dude is my boyfriend

Per chi non lo sapesse sono nuovamente milanese, la mia valigia invece sta continuando il suo viaggio per il mondo indipendentemente da me. L'ultima volta è stata avvistata a zurigo e conto su un suo prossimo ritorno a casa.
Oggi è un'ottima giornata per ben due motivi:
1) Ho deciso di tagliarmi i capelli... Questa decisione improvvisa sta generando momenti di grande tensione tra le mie amiche che temono una crisi isterica post taglio e, anche se continuo a rassicurarle che non sarà niente di drastico, non ne sono per niente convinte. Dev'essere la mia definizione di caschetto anni '20 che genera aspettative inquietanti. Non è colpa mia se in questo periodo mi sento perfettamente a mio agio nel periodo tra le due guerre! Comunque ormai la scelta è fatta e oggi alle tre avrò una nuova testa.
2) La stagione cinematografica si sta scaldando... Sto aspettando, in religioso silenzio e senza leggere le contrastanti critiche per non farmi condizionare, l'uscita della versione di Barney. Ovviamente in elenco ci sono anche Stephen Frears e Clint Eastwood. La Vale, invece, è in trepidante attesa di The King's Speech ma i film storici non mi convincono quasi mai. Vedremo! Nel frattempo sto preparando con l'aiuto della sfera di cristallo il pronostico per i Golden Globe. Can you handle it?

Sempre in tema cinematografico, vi lancio questo link per shopping demenziale. http://www.littlelebowskishop.com/main.sc
Io non ho potuto resistere e ho comprato due T-shirt (vi lascio indovinare quali) anche perchè il padrone del negozio mi ha aperto in accappatoio... 

Cheers

sabato 8 gennaio 2011

K Pollo!

E' da questa mattina che sono ossessionata dalle parole.
Non so se vi capita, effettivamente non è molto normale, ma ci sono dei giorni in cui non riesco quasi a pensare ad altro. Tutta colpa di Pollock che ho iniziato ad anagrammare nel letto prima di fare colazione con l'unico risultato di ottenere un "K pollo!", come se fosse l'sms di una quindicenne, senza peraltro sapere cosa farmene della c. Colpa di tutte quelle consonanti con solo 2 vocali per giunta uguali.
Farmi il Guggenheim e il Whitney Museum in mattinata non mi ha per niente aiutato perchè invece di concentrarmi sulle opere esposte ho passato il mio tempo ad anagrammare i nomi dei pittori: Occhi Ride, Ci Passo!, Ma Tessi? ecc....
Ok la pianto! ma lancio il guanto di sfida a chi vuole cimentarsi con me nel gioco degli anagrammi con i nomi di altri pittori.

Sapete quanti blocks ci sono a Manhattan? Su answers.com dicono circa 2.000.
Non so se la risposta sia giusta (si potrebbe anche provare a calcolarli ma non ne ho voglia anche perchè dovrei fare la conversione miglia metri ecc. e poi mi viene in mente Pulp Fiction, il sistema metrico decimale e mi perdo via...), quindi prendo per vera la risposta di answers.com e dichiaro che ammazzandomi di fatica ho visto poco più di un decimo di Manhattan! Sarà mai possibile? Ho sfidato le intemperie, la neve in Central Park, i piedi congelati, il raffreddore, sono stata metodica con due guide nella borsa e mi accorgo alla fine di aver visto solo un micro decimo di questa cavolo di città? eppure 250 blocks a piedi mi sembravano quasi un record.... Ottima scusa per tornarci.
Domani ultimo giorno, mi dedicherò a Ground Zero anche se mi angoscia un po'
SEE YOU SOON!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 7 gennaio 2011

Psychic readings


Per chi non lo sapesse sono a New York da un paio di giorni.

E la città è proprio come uno se la immagina: piena di newyorkesi che corrono e se possono ti abbattono al suolo per passare, di turisti con il collo tirato per guardare in alto come le oche (io me lo sono quasi slogato) e che si interessano solo ad abercrombie, di posti cool che chiudono, di posti cool che aprono, dove il negozio della Apple sta aperto 24 ore su 24, tutti hanno l’ipad e la sensazione è che nessuno lavori perché a qualsiasi ora del giorno e della notte c’è gente in giro…
Nel pomeriggio, vinta dal gelo nonostante fossi più coperta di armaduk, mi sono rintanata nel mio albergo al Greenwich Village.
Qui di fianco, a 100 metri, ci sono la NYU e Washington Square Park con il suo famoso arco.
Non che questo benedetto arco sia in sè un monumento eccezionale ma ci hanno girato una scena fondamentale di Harry ti presento Sally.
Vi faccio questo esempio per spiegare come dovunque si vada si ha la sensazione di esserci già stati e poi ci si ricorda che lo si è visto in un film.
Eterno contrasto tra reale e immaginario e incredibile potere dell’iconografia cinematografica….

Questa invece è una domanda per chi è già stato al Moma. Non avete avuto la sensazione che se vi foste messi un Rothko o un Pollock sotto il braccio non se ne sarebbe accorto nessuno da quanti ce n’erano? In piena sindrome di Stendhal ci ho pensato seriamente anche se forse mi sarei portata via un de Kooning.

Comunque a parte queste digressioni su New York  ho finalmente capito che cosa lega gli Stati Uniti da Nord a Sud.
Ero alla ricerca di questo fil rouge da quando sono qui al Nord e mi sembrava che il football o gli hamburger fossero una risposta poco soddisfacente. Oggi passando per Soho ho avuto la rivelazione: gli psychic readings.
A New Orleans mi sembrava abbastanza normale che ci fossero fattucchiere di varia natura pronte a leggerti la mano o i tarocchi in Jackson Square, d’altra parte è la patria di Marie Laveau (sono stata sulla sua tomba ma non mi sono fatta leggere niente né ho comprato bamboline, molto male!) e del Voodoo.
Poi risalendo mi sono accorta che la pratica è assolutamente diffusa e che i costi sono sempre più o meno uguali in tutti gli Stati (circa 10$ per reading).
Siamo così spaventati dal futuro dal volerlo anticipare per controllarlo? E’ questo il comune denominatore che unisce il nord al sud e l’est all’ovest? Oppure non abbiamo più nessuno che ci ascolta tanto da dover raccontare i nostri problemi ad un’estranea a pagamento?
Entrambi gli scenari mi hanno un po’ inquietato così ho deciso di smettere di leggere anche gli oroscopi e di mantenermi sul piano della razionalità materialistica.
LAVIU!!!!!

tomba di Marie Laveau



martedì 4 gennaio 2011

Lost in music - from Memphis to Nashville

Partiamo da Memphis.

Dopo la visita a Graceland, il mio compagno di viaggio, nonche' mio migliore amico, nonche' irreprensibile avvocato milanese (non posso citare il suo nome perche' ha detto che mi fa causa), e' stramazzato al suolo e si e' addormentato alle sei di sera in un fetentissimo Holiday Inn lasciandomi finalmente una serata libera.
Ne ho immediatamente approfittato per lanciarmi in Beale Street e infilarmi nel BB King Blues Club.
Li' ho fatto amicizia con Sandra (pronuncia Sondra) di Atlanta che mi ha offerto una birra e mi ha raccontato tutta la sua vita... ma la cosa piu' fantastica e' che sono stata piu' volte invitata a ballare sul palco dal piu' leggendario dei ballerini del BB King Blues Club.
Questo signore di colore (di cui non ho capito il nome ma aveva meno denti in bocca di anna, la figlia della fo, quindi mi perdonerete) avra' almeno 1.000 anni ma e' il piu' elegante ballerino di tutti i tempi e mi ha insegnato un sacco di passi che vi faro' vedere al mio ritorno... in particolare c'e' tutto un movimento che devi fare con le braccia che fa capire che hai il blues nel sangue e che ora per me non ha piu' segreti.
Il mattino dopo (cioe' ieri mattina) sono partita alla conquista del Rock 'N' Soul Museum dove ho imparato tutta la storia della Sun (praticamente dove hanno iniziato a suonare Elvis, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis ecc), della Stax e della Hi (sono tutte case discografiche), poi ho visto la Factory della Gibson e alla fine sono andata proprio alla Sun Records.
Insomma lost in music!

Nel pomeriggio, ben fornita di CD, mi sono fatta le solite 300 miglia per cambiare destinazione e sono arrivata a Nashville.

Lessons learned qui al sud:
- e' inutile ordinare cose light perche' tanto non esistono, quindi si puo' ingrassare serenamente
- Al Green (Hi Records) era l'uomo piu' sexy del mondo
- se ti abitui alla pronuncia di uno Stato, ti sposti in un altro e ricominci a non capire piu' niente
- se senti la parola muffoletta non preoccuparti perche' non e' un animale ma un panino di chiara(!) origine italiana

Nashville non mi piace (sara' colpa della musica country che mi annoia a morte!) quindi ve la risparmio

Ma dove sono i miei vestiti?????? Mr Lufthansa please!!!!!!!!!!!!!

domenica 2 gennaio 2011

Suspicious Mind - White feat. Elvis

look di capodanno
Avete visto cosa succede quando una ragazza si trova a new orleans la sera di capodanno e deve comprare un look completo per la serata con meno di 100$ comprese le scarpe e l'unico negozio disponibile è urban outfitters che sta pure chiudendo??? Si veste come a 15 anni quando era una groupie di madonna...
In realtà il risultato sarebbe dovuto essere un po' diverso ma ho clamorosamente sbagliato l'acquisto delle calze (non pensavo che in quella scatola ci fossero leggings di rete e pizzo ma normalissimi collant neri) e me ne sono accorta solo in albergo.
Fortunamente non ero nella città più formale del mondo e sono passata più o meno inosservata a parte un "ehi bush" che ho trovato decisamente meno elegante di gazelle americana...

Mi sono innamorata di un cocktail che si chiama Hurricane e che ha un bellissimo colore rosa shocking.
Purtroppo la prima sera in città (non ero del tutto sobria, lo ammetto), a causa di uno scontro fortuito con un'altra ballerina più indemoniata di me, ho completamente hurricanato una signora vestita di bianco (nel senso che le ho rovesciato addosso tutto il contenuto del mio bicchiere).
La signora l'ha presa con filosofia ma ho capito che con l'hurricane vale la regola di consumarne non più di due per sera e possibilmente seduti. Il verbo hurricanare (con accezione "fare un disastro") è però entrato a far parte del mio vocabolario.

Riassunto della giornata odierna che mi ha portato da New Orleans a Memphis:
- miglia percorse 400
- tornado evitati 1
- opossum spiaccicati da altre macchine in autostrada 2
- magneti da frigo acquistati 2
- dischi venduti da elvis + di un miliardo!!!!!!!!!!

Ebbene sì sono stata a graceland in pellegrinaggio a casa di elvis, ma non posso raccontarvi niente perchè è impossibile da raccontare, si può solo vedere. Purtroppo nessun visitatore era vestito adeguatamente, io pensavo ci andassero tutti in costume presleyano.
Vi consiglio però di dare un'occhiata al video qui sotto perchè ho duettato direttamente con lui...
http://www.youtube.com/watch?v=tgZN7bOFRlg

A domani!