Tra ieri ed oggi mi sono occupata di ben due cose:
- invocare l'arrivo del caldo (ieri) con danze rituali africane
- leggere un articolo di una rivista (oggi) che si chiama Fast Company dal titolo "It's all about me"
Secondo questo articolo, siamo talmente abituati al concetto di personalizzazione che ormai, per venderci qualcosa, le aziende devono inventarsi delle campagne pubblicitarie ad personam o che almeno noi percepiamo come tali.
Per fare un esempio concreto: in Australia Coca Cola ha finalmente battuto Pepsi mettendo sul mercato delle bottiglie in cui il tradizionale logo era stato sostituito da nomi di persona scritti nel carattere del famoso marchio. La gente è impazzita per accaparrarsi una bottiglia con su scritto Giovanna, Maria, Filippo, dimenticavo siamo in Australia quindi con John, William, Matilda ecc. e ha fatto la fila per ore pur di conquistare quella giusta.
Incredibile vero? Eppure è per questo motivo che gli esperti di marketing chiamano la nostra generazione MSP (che non c'entra nulla con la sindrome pre mestruale) ma vuol dire "Me selling proposition". Negli anni '80 bisognava suscitare emozioni, nel 2011 bisogna dire "esisti solo tu", a quanto pare siamo una generazione "me obsessed".
A parte l'ovvia considerazione che gli anglosassoni ci hanno un po' rotto le scatole con la mania degli acronimi (ogni volta che leggo Grazia UK divento cretina nel tentativo di decifrarli), mi rendo conto di come la MSP governi il nostro quotidiano.
Abbiamo il personal trainer, il personal shopper, i personal discount, la personal assistant, il personal coach... insomma migliaia di persone o aziende pensano di sapere ciò che vogliamo veramente solo perchè conosco il nostro nome, il nostro codice fiscale, la nostra data di nascita ecc. e sanno che abbiamo comprato alcuni prodotti (o forse neanche comprati, ci siamo semplicemente passati sopra con un cursore, o perchè abbiamo scritto delle email che contenevano alcune preziosissime parole "chiave").
Ma sarà poi vero che siamo così ossessionati da noi stessi? E soprattutto che i nostri bisogni siano così facilmente decifrabili per gli altri? Non vi viene mai in mente che al supermercato, mentre consegnate la vostra carta fedeltà, qualcuno stia leggendo il vostro carrello e stilando il vostro profilo? Non vi viene voglia di ribellarvi alle leggi del marketing?
A me spesso e mi ribello come posso...
Caro amministratore occulto della mia fidaty ora dimmi chi sono... prugne secche e rosolio (arzilla vecchietta?), 4 salti in padella e vodka (single rampante?), confezione famiglia di merendine e dixan da 5 kg (madre di famiglia?), barrette dietetiche e dietor (cicciona?)...
sabato 28 gennaio 2012
lunedì 23 gennaio 2012
American Tabloid
Non che io sia una fanatica di pettegolezzi ovviamente (anche se compro sempre Grazia UK e Grazia France ultimamente).
La colpa è come sempre di Google News che decide cosa farmi leggere e cosa no.
Comunque, per farla breve, le notizie del giorno (che in realtà ho volutamente fatto finta di ignorare nell'ultima settimana) della mia sezione spettacolo sono:
- Ora è ufficiale: è finita tra Heidi Klum e Seal
- Vanessa Paradis dopo Johnny Depp: l'amore non esiste
Che nella stessa settimana due delle coppie più solide del mondo dello spettacolo saltino contemporaneamente, mi sembra del tutto inaccettabile e intollerabile.
E' come dire che il teorema di Pitagora probabilmente non si regge su solide basi, che i Beatles non hanno fatto la storia della musica del ventesimo secolo e che i dinosauri probabilmente non si sono estinti.
In fondo cosa chiediamo noi comuni mortali al mondo dei gossip? Dei paradigmi di riferimento, credo (e qui Ellroy non potrebbe che assentire), e delle relazioni che funzionino dove la nostra fallisce!
E cosa esisteva di più paradigmatico della ragazzina francese "tres charmante" che abbandonava una pseudo carriera di cantante e attrice per redimere il fascinoso attore maledetto?
O della modella bionda e crucca che sposava il cantante rapper di colore e ci faceva 60 figli tornando perfettamente in forma dopo ogni parto?
Diciamocelo, niente!
Invece anche i gossip ci obbligano ad un bagno di realtà perchè le storie impossibili finiscono sempre.
E non è valido rimanere attaccati, come suggerisce la mia amica Marghi, a Katharine Hepburn e Spencer Tracy... a meno che non vogliate stare per tutta la vita con un uomo sposato (senza poter partecipare neanche al suo funerale).
Ma a pensarci bene la mia disillusione nei confronti delle coppie famose non è nata questa settimana, perchè dopo la seconda separazione tra Sienna Miller e e Jude Law niente ha più avuto senso.
Che sia tempo di smettere di leggere la sezione spettacolo di google news e ritornare alla realtà?
La colpa è come sempre di Google News che decide cosa farmi leggere e cosa no.
Comunque, per farla breve, le notizie del giorno (che in realtà ho volutamente fatto finta di ignorare nell'ultima settimana) della mia sezione spettacolo sono:
- Ora è ufficiale: è finita tra Heidi Klum e Seal
- Vanessa Paradis dopo Johnny Depp: l'amore non esiste
Che nella stessa settimana due delle coppie più solide del mondo dello spettacolo saltino contemporaneamente, mi sembra del tutto inaccettabile e intollerabile.
E' come dire che il teorema di Pitagora probabilmente non si regge su solide basi, che i Beatles non hanno fatto la storia della musica del ventesimo secolo e che i dinosauri probabilmente non si sono estinti.
In fondo cosa chiediamo noi comuni mortali al mondo dei gossip? Dei paradigmi di riferimento, credo (e qui Ellroy non potrebbe che assentire), e delle relazioni che funzionino dove la nostra fallisce!
E cosa esisteva di più paradigmatico della ragazzina francese "tres charmante" che abbandonava una pseudo carriera di cantante e attrice per redimere il fascinoso attore maledetto?
O della modella bionda e crucca che sposava il cantante rapper di colore e ci faceva 60 figli tornando perfettamente in forma dopo ogni parto?
Diciamocelo, niente!
Invece anche i gossip ci obbligano ad un bagno di realtà perchè le storie impossibili finiscono sempre.
E non è valido rimanere attaccati, come suggerisce la mia amica Marghi, a Katharine Hepburn e Spencer Tracy... a meno che non vogliate stare per tutta la vita con un uomo sposato (senza poter partecipare neanche al suo funerale).
Ma a pensarci bene la mia disillusione nei confronti delle coppie famose non è nata questa settimana, perchè dopo la seconda separazione tra Sienna Miller e e Jude Law niente ha più avuto senso.
Che sia tempo di smettere di leggere la sezione spettacolo di google news e ritornare alla realtà?
venerdì 13 gennaio 2012
Pomodori verdi fritti
Ho sempre pensato che i treni con gli scompartimenti fossero molto più divertenti di quelli senza.
Certo ora obietterete dicendo che i secondi sono più comodi, hanno un tavolino decente dove appoggiare il PC, la presa elettrica ecc. ma volete mettere gli incontri che si fanno sui primi?
Ricordo ancora un viaggio da Milano a Varazze in compagnia di un signore che faceva la comparsa negli spot pubblicitari e aveva in valigia, oltre ai baffi finti ed altri gadget per travestirsi durante gli innumerevoli provini in giro per l’Italia, mille foto di quando lavorava nell’avanspettacolo e nel teatri di cabaret in compagnia di Macario o Walter Chiari…
Io avevo 17 anni e lui mi ha raccontato un pezzo di storia d’Italia.
Volete forse paragonare questa esperienza al più contemporaneo e bieco tentativo di sbirciare un film sull’ipad del vicino?
Ma perché questa lunga premessa sui treni vi starete domandando? Perché ci sono seduta sopra e sono in un vero scompartimento.
A parte il desiderio di eliminare fisicamente due ragazze cinesi che non stanno zitte un istante, sto fantasticando sul tizio di fronte, posto finestrino, che trovo molto affascinante (almeno secondo i miei canoni).
Guardami guardami guardami, penso intensamente! E devo dire che lo sta facendo, peccato che non ci sia modo che mi rivolga parola. Devo essere più sfrontata? Dargli un calcio per sbaglio? Se solo si togliesse le cuffie.
Più ci penso e più mi ricorda qualcuno che conosco, ma chi sarà mai? Ora mi sorride sfrontatamente, ma forse solo perché abbiamo lo stesso sense of humor…
Niente siamo arrivati, tempo di scendere. Mi regala un “buona giornata” ed io che sono la donna meno intraprendente del mondo dico “altrettanto”… Poi ognuno per la sua strada…
Sono passate alcune ore ed il tizio del treno non me lo scordo. Ora però ho capito la sensazione di dejà vu... È un attore italiano ed io (che guardo solo film stranieri perchè sono una finta snob) non l’avevo riconosciuto .
White svegliati…
E comunque gran bel mezzo il treno!
domenica 8 gennaio 2012
Ordinett
Quando la vita diventa un gran bel casino, io pulisco e faccio ordine in casa.
Così se passaste da casa mia in questi giorni comprendereste all'istante il mio attuale stato d'animo.
Non paga di aver spolverato anche l'ultimo ripiano della cucina e della libreria, aver scrostato dal calcare la cabina doccia, aver inveito contro la cameriera che a quanto pare ho pagato inutilmente negli ultimi 4 anni, questa mattina ho pensato fosse arrivato il momento di sfoderare e lavare la copertura del divano, che essendo parecchio grande e ad U è un vero lavoraccio.
Nella mia personale scala richter di "la vita è bordello, altro che sueño", la pulizia del divano è seconda solo, come lunga strada verso il delirio, allo spostamento dei mobili della cucina e forse ad appendere i vestiti dell'armadio per gradazione di colore.
Ma d'altra parte se anche voi aveste chiuso il 2011 con un lavoro, una specie di fidanzato e un sellino della bicicletta in meno (che può anche essere piacevole nel caso viviate nella barzelletta delle suore), credo fareste esattamente la stessa cosa.
Un'amica molto saggia (che in crisi col marito è diventata cintura nera di karate) ha detto che la cosa fondamentale, nei momenti di delirio, consiste nel visualizzare una trave e nel tenerla come punto di riferimento.
Io ci ho provato, veramente!, ma sono riuscita a visualizzare solo il vecchio di "metti la cera togli la cera" in Karate Kid che non mi è stato di nessun aiuto.
Che la chiave della serenità sia invece da riporre nel caro Vorwerk Folletto, aspirapolvere feticcio per generazioni di casalinghe, o nel più tecnologico ed avveniristico Dyson?
Libri consigliati del giorno: Lo sporco degli altri, Rafkin e il Dizionario dei luoghi comuni, Flaubert
Musica: Polvere di Enrico Ruggeri
E nel frattempo, occhio ai Golden Globe...
Così se passaste da casa mia in questi giorni comprendereste all'istante il mio attuale stato d'animo.
Non paga di aver spolverato anche l'ultimo ripiano della cucina e della libreria, aver scrostato dal calcare la cabina doccia, aver inveito contro la cameriera che a quanto pare ho pagato inutilmente negli ultimi 4 anni, questa mattina ho pensato fosse arrivato il momento di sfoderare e lavare la copertura del divano, che essendo parecchio grande e ad U è un vero lavoraccio.
Nella mia personale scala richter di "la vita è bordello, altro che sueño", la pulizia del divano è seconda solo, come lunga strada verso il delirio, allo spostamento dei mobili della cucina e forse ad appendere i vestiti dell'armadio per gradazione di colore.
Ma d'altra parte se anche voi aveste chiuso il 2011 con un lavoro, una specie di fidanzato e un sellino della bicicletta in meno (che può anche essere piacevole nel caso viviate nella barzelletta delle suore), credo fareste esattamente la stessa cosa.
Un'amica molto saggia (che in crisi col marito è diventata cintura nera di karate) ha detto che la cosa fondamentale, nei momenti di delirio, consiste nel visualizzare una trave e nel tenerla come punto di riferimento.
Io ci ho provato, veramente!, ma sono riuscita a visualizzare solo il vecchio di "metti la cera togli la cera" in Karate Kid che non mi è stato di nessun aiuto.
Che la chiave della serenità sia invece da riporre nel caro Vorwerk Folletto, aspirapolvere feticcio per generazioni di casalinghe, o nel più tecnologico ed avveniristico Dyson?
Libri consigliati del giorno: Lo sporco degli altri, Rafkin e il Dizionario dei luoghi comuni, Flaubert
Musica: Polvere di Enrico Ruggeri
E nel frattempo, occhio ai Golden Globe...
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