mercoledì 16 novembre 2011

Edilizia acrobatica

Quando andate in giro per Milano ricordatevi di buttare un occhio verso l'alto... potreste essere così fortunati da vedere dei signori che ridipingono i muri dei palazzi milanesi stando appesi ai tetti come fossero in cordata sulle pareti dell'Everest.


Sono dei veri alpinisti prestati alle costruzioni di una società che si chiama "Ediliza Acrobatica" e che sfrutta le tecniche dell'arrampicata per rinforzare cornicioni, sistemare balconi, ridipingere facciate ecc. senza bisogno di ponteggi o piattafrome aeree.
Oltre ad essere mediamente dei gran bei ragazzi, ricordano dei veri funamboli  e sembra che si divertano pure parecchio.
Io ho quasi sbattuto sul loro furgone nel percorso casa-ufficio e li ho trovati meravigliosi.
Ma siccome ogni incontro non è mai casuale e le cose che non noti una volta possono colpirti incredibilmente la volta successiva, ho iniziato a domandarmi quale fosse il senso dell'apparizione di "Edilizia Acrobatica" nella mia vita.
Forse che se hai delle competenze (per quanto astruse) devi imparare a sfruttarle in un modo differente?
Io so fare tramezzini, mettere in ordine i vestiti per colore, dipingere le unghie, usare l'arricciacapelli, baciare (secondo me) bene, comprare vestiti carini spendendo poco, cercare dati su internet, muovere le orecchie, inventare delle favole. Ora devo solo capire come utilizzare queste "arti" in maniera inconsueta....  Oddio mi sembra un po' troppo lateral thinking, non fa per me.
O forse devi eliminare i ponteggi (intesi come sovrastrutture) e imparare a muoverti nella vita in arrampicata libera? Lo so che fa molto new age ma per una razionale come me potrebbe essere un esperimento interessante.
O forse ancora che il cervello è un organo decisamente sopravvalutato e che dovrei smettere di interessarmi a barbosi intellettuali e riconsiderare dei ragazzi con l'elmetto e la canottiera come possibili flirt? Decisamente messaggio poco subliminale ma why not and really hot!
Ovviamente attendo vostre opinioni al riguardo!

PS
Caro amministratore,

non pensa che la facciata del nostro palazzo sia inaccettabilmente sgarrupata? Avrei giusto un fornitore da suggerirle di cui mi fido ciecamente....





 

martedì 4 ottobre 2011

Che farsene del passato?

Partendo dal presupposto che il tempo insegna poco e si è sempre pronti a rifare ogni volta gli stessi identici errori (almeno io), mi chiedo: cosa bisogna farsene del passato?
Io sono sempre stata una grande conservatrice di passato, mi è sempre piaciuto incasellarlo, studiarlo, richiamarlo alla memoria, danzarci nostalgicamente dentro, indipendentemente dal fatto che fosse bello o brutto.
Ho sempre raccolto di ogni viaggio, ma anche di serate qualunque, gli avanzi: biglietti di aerei, metropolitane, vaporetti, cinema, mostre, concerti, scontrini di bar, spiccioli avanzati in altre valute, lettere, post-it, tappi di champagne, polaroid, oggetti che trovo interessanti, articoli ecc.
Per esempio sono molto orgogliosa di un petalo di carta che mi è caduto in testa al concerto di Roger Waters, della locandina della mostra di Grete Sterne sui sogni trovata a Buenos Aires e del biglietto di ingresso a Graceland.
Ma non è che troppo passato fa male, anche se sotto forma di una vecchia candelina sbruciacchiata? Non si rischia di rimanerci impigliati?
E se abbiamo detto che non serve come memento per il futuro, non vale la pena di farne tabula rasa o imparare ad espellerlo come il catarro?
Vi ricordate Strange Days, il film della Bigelow (quella di Point Break per intenderci)?
In quel film la gente poteva rivivere le esperienze passate usando una specie di CD. La complicazione del film è che il passato era quello di altri e veniva spacciato come una droga.
Un paio di mesi fa, prima di partire per le vacanze, ho preso una decisione. Era tempo di eliminare un po' di ricordi e fare di quelli che volevo mantenere un collage.
L'effetto Strange Days si è impossessato di me ed in un solo pomeriggio mi sono trovata a rivivere, attraverso pezzi di carta legno o plastica, tutti i momenti più importanti degli ultimi anni.
Fidanzati, amiche/i, amanti, parenti... tutti si sono accalcati contemporaneamente nella mia stanza spintonando.
La scelta di cosa tenere e cosa buttare è stata abbastanza complicata (ma non più di quello che era stata la mia vita) e alla fine del lavoro ho capito che forse valeva la pena tenerli quasi tutti ma semplicemente un po' più distanti e nella loro bella cornice sul muro... 
Come vi ho detto sono passati un paio di mesi e nuove cianfrusaglie si sono accumulate...
Ma per ora stanno bene dove stanno, per il collage c'è ancora tempo...

giovedì 8 settembre 2011

Lovelycuba

E' tempo che vi racconti un po' di Cuba (anzi di Havana che è la mia nuova ossessione), visto che per evidente pigrizia e difficoltà di accesso alla rete sono stata silenziosa più di un mese.
Ma partiamo dall'inizio...
Vagando per Centro Habana, nel secondo giorno di esplorazione, mi sono data a pensieri macroeconomici (ammetto che non avevo ancora visto il giardiniere del Nacional identico a Lenny Kravitz e quindi avevo ancora tempo per pensare a cosa poco serie) e ho deciso che la ricchezza di un paese si puo' misurare dallo spessore della carta igienica, più è sottile più un paese è povero.

Quella cubana è un velo (lo stipendio medio è di circa 30 dollari al mese) e se avete il raffreddore è assolutamente impensabile che possa sostituire i fazzoletti di carta a meno che non usiate tutto il rotolo in contemporanea.
Ripensando anche a viaggi passati penso che il metodo carta igienica sia molto più intuitivo e utile del Mac Index dell'Economist...

Comunque se volete capire qualcosa di più di Cuba rispetto alle mie pseudo folgorazioni vi consiglio di dare un occhio al blog di Yoani Sanchez http://www.desdecuba.com/generaciony/ .

Ma torniamo alle mie inutili cazzate...

Questi sono gli highlights fondamentali che mi sento di condividere con voi:
- ci sono più maestri di salsa ad havana che avvocati a milano
- il daiquiri del floridita vince sul mojito della bodeguita (ma sono in astinenza da entrambi)
- il cocotaxi è il supremo mezzo di locomozione che importerei a milano
- il reggaeton è inascoltabile, la rumba è meglio della salsa
- il film dell'anno è havanastation (sì, sono ossessionati dalle fermate degli autobus ma ora capisco perchè)

- c'è sempre spazio per un sentimiento nuevo
- essere sexy e provocanti è divertente (alla faccia del minimalismo milanese)
- urlare litigando per strada è accettabile (possibilmente bisogna chiedere anche un'opinione ai passanti)
- il cafè literario G su calle 23 al vedado vale una visita
- al Nacional ci vivrei (e non per il giardiniere)
- aspettarsi che un evento straordinario possa cambiarti la vita è normale (siamo in Sud America!)

Tutto il resto è luce e colore, odori e persone, scritte sui muri e case che crollano, perros vaganti e una lentezza che noi abbiamo disimparato...

A presto








 

lunedì 1 agosto 2011

Lista de espera - Juan Carlos Tabìo - Cuba

Cosa succede se un gruppo di cubani aspetta un autobus che non arriva?
Guardate questo film e lo saprete!

Habana mi sta aspettando ed è arrivato il tempo di dichiarare gli obiettivi di questo nuovo itinerario latinoamericano:
- fare finta di parlare spagnolo sibilando le esse come Ser Bis (facile)
- lamentarmi costantentemente del caldo e usarlo come scusa perfetta per non fare assolutamente niente (facilissimo)
- imparare a ballare agitando le chiappe con classe (difficile)
- comprare libri usati (medio)
- capire cosa vuol dire essere cubana (molto difficile)

A proposito di caldo, tutta Milano pare felice di questa interminabile primavera.
Ma se siamo in un clima che prevede 4 diverse stagioni, perchè dovrei essere felice che me ne scippino una? Luglio deve essere un mese in cui non solo si ha caldo ma proprio ci si strazia dal caldo, si boccheggia, non si dorme di notte, non si deve parlare d'altro che di temperatura massima e percepita.
A luglio quando fai l'amore grondi di sudore, vivi sotto la doccia fredda, l'unico cibo tollerabile diventa l'anguria e puoi smettere progressivamente di lavorare.
Se tutto questo non succede come fai a desiderare l'arrivo dell'autunno ed a rendere tollerabile il pensiero dell'inverno?
Milanesi, io proprio non vi capisco!


domenica 24 luglio 2011

Life is like a pipe...

... and I go back to black.
Bevo un bicchiere di vino, non ho vodka in casa, scrivo sul mio vecchio PC e celebro la mia cantante preferita degli ultimi 5 anni.
Ma perchè non l'ho messa nelle top 5? ho trovato posto per Alanis Morisette, per i Nouvelle Vague, per Shakira! e mi sono scordata di lei...
Il mio vecchio ipod hurricanato, che funziona solo se sta attaccato alla corrente ma che è un condensato di quanto di meglio ci sia in giro, sta facendo girare (come si dice con gli MP3? io penso sempre in LP) Frank e Back to Black da un paio d'ore e io mi rifiuto di pensare che non arriverà un suo nuovo album.
Tornando a casa in macchina questa sera ho messo la radio aspettandomi un tributo ed invece niente... Gli Spandau Ballet imperversavano (e questo scusate ma è davvero strano... due stazioni diverse che mettono di seguito Throught the barricades e I'll fly for you è quasi incredibile) ma poi è arrivata You are not alone di Michael Jackson e ho pensato "OK ragazza non sei sola neanche questa sera".
Ma perchè ho amato, anzi amo, così tanto Amy?
Perchè mi fa ridere con Fuck me pumps ogni volta che capito davanti al radestky
Perchè avrò cantato back to black almeno mille volte a squarciagola
Per Love is a loosing game and Tears dry on their own
E perchè You know that I am not good è quello che avrei sempre voluto dire
E ora che il vino è finito, e anche le sigarette, posso dire buonanotte Ms Winehouse, eri fottutamente brava.
Midnight celebration...


venerdì 15 luglio 2011

Le TOP 5 per affrontare ogni situazione

Non so se sia colpa dell'estate ma in questi giorni non faccio che discutere di relazioni amorose, tanto che ho smesso di comprare "CHI" perchè è molto più interessante quello che succede nella mia cerchia di amici.
Flirt, fling, tradimenti, coppie che si separano, coppie che tornano insieme, coppie inossidabili, coppie dai piedi d'argilla, telefonate che non arrivano, e-mail infuocate, sms sibillini, pianti lacrime e risate... tutto nella norma ovviamente ma aumentato in maniera esponenziale rispetto al freddo inverno.

Ho pensato quindi di fornirvi una specie di vademecum musicale per affrontare "la stagione dell'amore"!

Situazione n° 1, cuore spezzato, durata massima della playlist onde evitare il suicidio 1 settimana:
1) Canzone dell'amore perduto - De Andrè
2) This mess we're in - PJ Harvey e T. Yorke
3) Love is a losing game - Amy Winehouse
4) The gloaming - Radiohead
5) You oughta know - Alanis Morisette

Situazione n° 2, inizio della lenta ripresa ma ancora un po' di rancore, durata massima a scelta
1) Every day I love you less and less - Kaiser Chiefs
2) Dancin with myself - Nouvelle Vague
3) I don't know what I can save you from - Kings of Convenience
4) Guess I am doing fine - Beck
5) Le vent nous portera - Noir desire

Situazione n°3, in preda alla stupidera e possibilmente nel mezzo di un fling passatempo, durata massima a scelta
1) If you love somebody set them free - Sting
2) Indipendent woman - Destiny's Child
3) Holding out for a hero - Bonnie Tyler
4) 50 ways to leave your lover - Paul Simon
5) Loca - Shakira

Situazione n°4, testa tra le nuvole e seria possibilità di innamorarsi nuovamente, durata massima un paio di mesi
1) Into my arms - Nick Cave
2) Eu sei que vou te amar - Maria Creuza e  Toquinho
3) Hey that's no way to say goodbye - Leonard Cohen
4) For once in my life - Stevie Wonder
5) I like - The Divine Comedy (ma non guardate il video, perchè vi schiantate dal ridere ma è decisamente poco romantico)

Occhio che poi si riparte dalla playlist n°1...

Comuqnue non sapete che fatica ho fatto a fare queste TOP 5 e più le rileggo meno mi convincono. Non ho messo i Beatles e mille altri che dovrebbero entrare immediatamente. Ma se ci penso ancora mi si paralizza il cervello quindi sia quel che sia...

Aspetto al più presto vostre TOP 5

Buon weekend!!!!!!!!!!!!

PS
Consiglio vivamente un libro il cui titolo è abbastanza indicativo "Fallo felice", non servirà a gestire le pene d'amore (ops) ma a farvi 4 risate sicuramente!

martedì 12 luglio 2011

A lady of a certain age

Prendo in prestito il titolo di una canzone di The Divine Comedy per parlarvi del mio approccio old style con la tecnologia. A proposito di The Divine Comedy, saranno in un luogo sperduto vicino a Pordenone il 31 luglio e se qualcuno vuol venire si faccia avanti!

Tornando alla tecnologia, devo confessarvi che odio Google+ anche senza averlo provato.
Quello che mi piaceva di Google era che faceva benissimo il suo lavoro di motore di ricerca, basandosi su un ingegnoso e complessissimo algoritmo di cui ero una devota ammiratrice.
Nella mia perversa fantasia l'algoritmo di Google era efficiente come gli aiutanti di babbo natale e risolveva tutti i miei problemi in modo affidabile e neutrale. E quando per cambiare amministratore delegato hanno scritto su twitter: Adult Supervision No Longer Needed, ho pensato "Google ti amo".

Ma dovevo capire che c'era una fregatura! Per quanto tempo ci si può fidare di un algoritmo?
E così mi sono distratta un istante e lui ha iniziato:
  • a scandagliare le mie ricerche e a suggerirmi i risultati in base ai miei presunti gusti (considerato che il 90% delle ricerche che faccio sono per lavoro, sono sicura che pensi che sia schizzofrenica)
  • a suggerirmi fastidiose pubblicità nelle mie email personali
  • a visualizzare le news e i video che secondo lui mi interessano (malauguratamente non riesco a convincerlo che il GF e justin bieber non voglio vederli!)
Contemporaneamente, da vero infingardo, mi ha fatto diventare dipendente da tutta una serie di servizi tipo: conservare le mie foto in picasa, utilizzare la mia pagina igoogle con lo sfondo di fez e tutti i miei gadgets e anche scrivere un blog sulla sua piattaforma!
Ma ora che vuole trasformarsi in un social network dico: BASTA! Questo è troppo! Non puoi rimanere un motore di ricerca? Giuro che non diventerò mai tua schiava anche a costo di sentirmi isolata dal resto del mondo.
E non pensiate che parlo così solo perchè nessuno mi ha mandato l'invito....

Chiudo con due note:
- Woody Allen sta girando a Roma un film ispirato al Decamerone (secondo me avrà la stessa leggerezza di Commedia sexy in una notte di mezza estate) quindi bisogna riguardarsi il Decameron di Pasolini, giusto per non dimenticarsi che una volta sapevamo fare cinema
- Vi prego spiegatemi cosa succede a Monza con i tre ministeri perchè non l'ho ancora capito

That's life!

lunedì 4 luglio 2011

Morena Tropicana

Confesso che sono abbronzata e che non so perchè ciò accada.
Lo dico perchè lo sport preferito dai milanesi in questo periodo è chiedermi come mai io sia così abbronzata e mi trovo sempre impreparata a rispondere (immagino sia una questione di melatonina).
Come quando mi chiedono perchè ho un rinoceronte tatuato sul braccio (è stata una scelta estemporanea) ma non potendo rispondere non lo so o non me lo ricordo (nessuno ci crede) dico che ho visto in San Marco a Venezia un mosaico con un rinoceronte e me ne sono innamorata.
Questo per dire che non sempre c'è una ragione nelle scelte, che la maggior parte delle cose ci capitano in modo assolutamente casuale ed il caso e l'entropia ci governano. Almeno io e Woody la pensiamo così, non so voi!

Ma torniamo a Morena Tropicana (che ovviamente è un po' come mi sento o come vorrei essere, dipende dai giorni). Morena Tropicana è una canzone brasiliana ed è nella mia top 10 da sempre. Spero che l'abbiate già ascoltata ma se non lo avete ancora fatto: fatelo!
Possibilmente fatelo in una di quelle torride serate in cui si suda anche rimanendo immobili, preparatevi una capirinha e piazzatevi sul balcone ad occhi chiusi, facendo tintinnare il ghiaccio nel bicchiere.
Ascoltatela molte volte di seguito (è una specie di cantilena) fino a quando non saprete cantare "Linda morena, fruta de vez, temporana -Caldo de cana-caiana, vou te desfrutar" come se il portoghese fosse la vostra madrelingua. A quel punto vi sentirete un succulento frutto tropicale e la parte bella dell'estate (ed anche un po' della vita) sarà con voi almeno per i successivi 30 minuti.

Ho imparato che c'è un tempo per il silenzio e un tempo per le parole.
Indovinate in quale sono?

mercoledì 2 marzo 2011

Lady Gaga vs Shakira

Ossia San Paolo vs Buenos Aires....

San Paolo è piena di energia, pronta a conquistare il mondo e non si preoccupa di dirlo in maniera sfrontata mentre Buenos Aires ti accoglie con i suoi ritmi lenti e la sua luce, Buenos Aires pensa di averlo già conquistato il mondo e ora se lo vuole solo godere. San Paolo esperimenta, inventa, crea e distrugge ed è il qui e l'ora, Buenos Aires recupera, aggiusta, rattoppa e aspetta che qualcun altro lo faccia al suo posto... Buenos Aires espera che è un po' aspetta e un po' spera.

Io e la Vale siamo una coppia collaudatissima...
Arrivate in aeroporto siamo state accolte da un cartello con una crasi dei nostri due cognomi (Bianco e Cabianca) per l'occasione trasformati in un perfetto Blanca.

Elenco dei memorabilia:
- farsi fare le mani a San Paolo, giriamo da una settimana con un eccessivo rosso fuoco che ci piace molto
- mangiare a Liberdade, il quartiere giapponese sempre a San Paolo, affogando la faccia in una pozza quadrata di sake e ottenere che conservino le tue bacchette per future visite
- pensare che "y tu mama tambien" invece che in Messico sarebbe perfetto anche per Buenos Aires
- bere chandòn ossia un finto champagne argentino
- sbronzarsi al miliòn ossia un bar dentro un palazzo liberty nella zona di recoleta
- leggere ad alta voce i cognomi argentini, come un mantra, perchè già leggendoli ti mettono di buon umore

Per il resto del tempo abbiamo dovuto lavorare... 
Ma contiamo di recuperare nei prossimi due giorni in cui saremo molto più tranquille...

Hasta luego chicos!



Gatto nero del Miliòn

domenica 20 febbraio 2011

Bastardo

Disse Anna Tatangelo riferendosi al suo parrucchiere...
E tutto il resto (di questo festival appena concluso) è noia come direbbe Franco Califano.

Piccoli consigli per affrontare la fine dell'inverno e aspettare l'arrivo della "mai tanto attesa come quest'anno" primavera:

- Leggete Ali Smith, ucciderei per scrivere come lei
- Non usate nella stessa canzone: ragazzi, ragazze, piazze, libri, idee, farfalle, signori del dolore, notte buia che finirà perchè rischiate di vincere san remo e prendere un 10 da luzzato fegiz ma  io penserò che siete delle gran facce di culo
- Se dovete andare a loreto e abitate tra pagano e sant'agostino usate la linea rossa, è mille volte più veloce e ci ho messo 2 anni a scoprirlo
- Ascoltate Nick Drake ma con moderazione e state molto attenti a come lo abbinate
- Comprate solo piante che vi piacciono molto, moriranno prima ma non rischierete di avere in casa per millenni una pianta che detestate (e bagnandola non la guarderete con odio)
- Leggete l'articolo sugli oscar di D di questa settimana e ditemi se siete d'accordo sul massacro che fanno del  Discorso del Re (io lo vedrò domani)
- Riguardate Harold e Maude, andate a piantare la pianta che odiate in un bosco e poi mettete in scena uno spettacolare finto suicidio...

Direi che così può bastare... Aspetto ovviamente i vostri consigli!

Nel frattempo capita che stia facendo nuovamente la valigia (questa volta rigorosamente a mano) e mi volatilizzi per una decina di giorni tra San Paolo e Buenos Aires, con la scusa di dover lavorare.
Tra samba e tango, verdi milonghe e caipirina al posto dell'hurricane sono proprio curiosa di scoprire quando il Sud America sia Hot Hot Hot!

lunedì 7 febbraio 2011

Varie ed eventuali

Ci sono volte nelle quali la vita si impossessa di te e ti obbliga a fare delle scelte in modo quasi inconsapevole.
Il pensiero razionale, infatti, ti suggerirebbe che quella che stai per compiere è un'emerita cazzata ma nel contempo si materializza dentro di te una specie di spirito della sfida che prende il sopravvento e ti fa compiere gesti inconsulti solo per dimostrarti che i tuoi limiti possono essere superati.
Questa in realtà è una visione romantica ed edulcorata di quello che normalmente succede quando lo spirito della vita si impossessa della tua anima perchè molto spesso più che superare i tuoi limiti cadi sonoramente col culo per terra.

Dovete sapere che oggi lo spirito della vita si è impossessato di me svariate volte tanto che ho finito per uscire dalla feltrinelli con l'aleph e la recherche.
Ora, qualsiasi persona vagamente sana di mente sa che leggere proust e borges (specialmente all'unisono) è una scelta rischiosa quanto camminare su un filo tra due grattacieli, quanto fare una maratona cinematografica antonioni più pasolini (o visconti a scelta), quanto pensare che l'amore duri tutta la vita.
Diciamoci la verità, sono come sempre a un passo dal culo per terra, ma vi terrò aggiornati.

Lungo il cammino verso la libreria, ipod shuffle alle orecchie e occhiali vintage da mosca, ho sentito una canzone, che non so bene come sia finita nel mio meraviglioso riproduttore musicale rosa shocking (dovevo essere attaccata alla bottiglia di vodka per mettercela), e che dice testuali parole:
you say the best, when you say nothing at all.

Stiamo parlando di una canzone d'amore composta per notting hill, non per figli di un dio minore... e tutto quello che è venuto in mente al cantante (che ci giurerei proviene da una boy band di cui non ricordo il nome) consiste in: "dai il meglio di te quando stai zitta" o se proprio vogliamo essere letterali "dici le cose migliori quando non dici proprio niente".

Certo, tutto il resto della canzone poi è una sbrodolata di frasi romantiche e probabilmente il senso della frase incriminata deve essere un po' reinterpretato tipo: indipentemente da quello che dici io ti amo, oppure, non c'è bisogno che tu dica nulla perchè sei fantastica anche se stai in silenzio... 

Ma non riesco a togliermi dalla testa che chi l'ha scritta (oltre a scrivere pessime canzoni) sia uno stronzo misogino!

E se invece fosse vero? 

venerdì 4 febbraio 2011

Blackberry Botox

Ieri sera ho rivisto uno dei miei film preferiti di tutti i tempi: Manhattan… ma giuro che non userò questo spazio per scriverne una critica osannante!
Anche perché di Manhattan e Woody Allen è stato già detto tutto il tuttibile e io non valgo un’unghia del Mereghetti (e poi non ho mai visto Metropolis né un film di Charlie Chaplin per intero, credo, e mi sarei suicidata su un paio di film neorealisti...).

Vi dico solo che nell’ultimo dialogo tra Isaac e Mary, c’è la mia frase del secolo. Scopritela voi ma vi avviso che dovete conoscermi estremamente bene.
Non vi è venuta una voglia irresistibile di affittarvi il film e poi giocare alle 10 cose per cui valga la pena vivere? Custodisco gelosamente il mio elenco per un altro post quando sarò a secco di ispirazione.

Nel frattempo vi intrattengo con una google news.
Voi sapete che quei geni di google vi mandano le news in base a quello che leggete e che pensano possa interessarvi vero? Se tenete conto di questo potrete capire perchè nella sezione tecnologia io trovi news su sesso e intelligenza emotiva o utilizzo di smartphone e invecchiamento precoce.

Che i mezzi di comunicazione fossero una fregatura l'ho sempre pensato, a partire da quando guardavo il telefono a disco con prolunga di 10 metri attendendo supplicante che suonasse.
Negli anni poi le cose si sono ulteriormente complicate al punto tale che potendo essere contatta su telefono fisso, mobile, svariate email, skype ecc. ho smesso completamente di angosciarmi ... la dispersione di energia richiesta per mantenere tutto sotto controllo e l'ansia derivante dal mutismo contemporaneo di tutti gli apparecchi mi porterebbero velocemente a morte certa. Quindi centellino i mezzi comunicazione, oggi scelgo il cellulare, domani controllo skype, dopodomani sbircio l'email di hotmail... 

Ma torniamo all'argomento principale: gli smartphone fanno venire le rughe.
Cito testualmente:
"L’allarme, rivolto in particolare alle donne, è stato lanciato dal chirurgo plastico inglese Jean-Louis Sebagh in un’intervista rilasciata al London Evening Standard. Il dottor Sebagh, che annovera tra i suoi clienti la top model Candy Crawford, sostiene che la presenza di rughe precoci sul volto di molte donne è dovuta all’abitudine di aggrottare continuamente le sopracciglia per mettere a fuoco SMS o i messaggi di posta elettronica visualizzati sul display dello smartphone, sia esso un iPhone o un Blackberry.
La tensione cui viene sottoposta la zona posta intorno agli occhi e la fronte finisce per causare rughe, zampe di gallina e persino un precoce invecchiamento cutaneo. Sebagh afferma peraltro che il fenomeno è in costante aumento e che sono sempre di più le giovanissime che ricorrono al botox per appianare le rughe (questo tipo di intervento è stato per l’appunto soprannominato “Blackberry botox”). Il fenomeno è confermato anche dall’estetista Nichola Joss, che ha constatato un aumento delle rughe nelle sue clienti negli ultimi 18 mesi, anche se al posto di iniezioni da botox consiglia un semplice massaggio quotidiano del viso per risolvere il problema."

Come correre ai ripari mi sono chiesta, a parte un "Extreme Makeover White Edition"?

Ricorrere a un mega schermo per la visualizzazione di sms e email? Scomodo all'aperto
Inventare un software parlante che legga i messaggi? Imbarazzante in pubblico
Affittare un omino che legga per me? (a quanto pare gli uomini non ne soffrono..) Dispendioso
Smettere di usare il Blackberry? Autoesiliante

Insomma non riesco a trovare una soluzione....


giovedì 27 gennaio 2011

Milano

Ieri un amico mi ha detto che stava leggendo un libro su Milano.
Io, che non faccio che comprare libri che parlano di cose che non conosco, mi sono chiesta il perché di questa scelta.
Perché leggere un libro che ti parla della città in cui vivi e che ti sembra non riservi sorprese?

Ovviamente gliel’ho chiesto… e lui ha risposto “perché Milano mi assomiglia”.
Ho provato allora a farmi spiegare in che modo Milano lo rappresentasse ma sono stata immediatamente zittita …  Mica uno ti racconta per telefono quello che pensa di se stesso o sbaglio?

Un altro invece mi chiama domenica mattina e mi dice sono appena sceso dal Duomo perché non ci salivo da quando ero bambino.

A parte il fatto che colleziono amici un po’ fuori di testa…  Cosa penso di Milano? C’è un motivo per cui valga la pena viverci?

Milano per me è fondamentalmente piatta con doppia accezione: piatta nel senso che è in piano ed è facile andarci in bicicletta e piatta perché non è particolarmente interessante. Nel primo caso mi sento un po’ di assomigliarle (questione di tette sparite).

E’ decisamente fredda e grigia, almeno questa mattina.
E’ poco appariscente se non un paio di volte l’anno in cui tira fuori il meglio di sé.
Si dimentica spesso di essere accogliente ma ha bellissimi vecchi bar, dove fanno il bianco spruzzato che però io non prendo mai perché non mi piace il Campari.
Sembra sempre di corsa ma è un po’ una farsa, le piace più sembrare affannata che esserlo veramente.

Dicono sia ben ubicata: la maggior parte di coloro che hanno vissuto in altre città e poi sono ritornati qui sostengono che uno dei motivi per viverci sia che è vicina a campagna, lago, mare o montagna.

Ma perché dovrei vivere in un posto che annovera tra le sue qualità principali il fatto che sia facile evaderne?
Non sarebbe meglio stare in un posto, anche scomodo, ma dal quale non hai voglia di scappare ogni fine settimana?

Alla fine per trovare un motivo, se non per decidere di rimanere ad oltranza, almeno per non andarmene istantaneamente, sono ricorsa alle parole di un bolognese…

domenica 23 gennaio 2011

14 febbraio vs 15 febbraio

“Lo sai che il 15 febbraio è la giornata dei single?” mi chiede telefonicamente Cecilia che è sempre un ottimo spunto per i miei post.
“No, non lo sapevo” rispondo io. Segue l’inevitabile risposta della mia amica: “L’ho visto su google”…
Cavoli, cosa so del 15 febbraio penso io? So ad esempio che inizia il festival di San Remo e che si è oltre la metà del mese perché febbraio ha solo 28 giorni o 29 al massimo, che il carnevale di Rio è in pieno svolgimento e che gli Oscar sono nell’aria… Molto bene!
Ma che qualche perverso personaggio in giro per il mondo avesse deciso di istituire una giornata dei single dopo la festa degli innamorati proprio mi era completamente sfuggito.

Così, pur partendo dal presupposto che le giornate dedicate a qualcosa come l’8 marzo mi hanno sempre dato sui nervi (continuo a rivendicare il diritto di non essere trattata come un panda in via d’estinzione solo perché sono una donna) e che mi sono sempre astenuta dal festeggiare San Valentino, ho provato a capire se avrei preferito celebrare il 14 o il 15 febbraio (nel caso in cui avessi deciso di farlo per una volta) facendo un accurato elenco dei possibili vantaggi dell’essere single o in coppia.

Primo vantaggio dell’essere single che mi è balzato in mente e che nel mio immaginario batteva di gran lunga tutti gli altri: non devi vestirti decentemente quando torni a casa stanca morta e vuoi solo sbatterti sul divano a vedere un film.
A pensarci bene però, questo, almeno per me, non è proprio un gran vantaggio; non solo perché il mio look per le serate a due non si è mai minimamente avvicinato a quello di una regina del burlesque ma anche perché di solito giro per casa dei miei fidanzati indossando i vestiti presi in prestito dal loro armadio.
Il che può risultare molto sexy (in particolare durante l’estate o se sei Julia Roberts in Pretty Woman) a meno che tu non abbia un fidanzato di 25 cm più alto di te che ti presta, con un sorriso diabolico i pantaloni della sua tuta di pile blu ormai dismessa e recuperata dal fondo dell’armadio…

Il problema è che dopo aver passato 48 ore ad elencare fondamentalmente una marea di cazzate tipo fare sesso con degli affascinanti sconosciuti (vantaggio dell’essere single), delegare la preparazione della cena (vantaggio dell’essere in coppia), dormire incollata al tuo compagno nelle notti invernali (vantaggio dell’essere in coppia), avere più tempo per i propri interessi (vantaggio dell’essere single) ecc. ho capito che questo sterile ragionamento non mi avrebbe aiutato a scegliere.

Allora mi sono concessa una navigazione controllata nei ricordi e mi sono accorta che devo, a chi ha voluto, o a cui forse è solamente toccato in sorte, attraversare un pezzo della sua vita con me, molte delle cose che ho imparato a conoscere e ad amare e che devo a me stessa molte delle cose che ho realizzato.
Così, che ci capiti di festeggiare il 14 o il 15 non è poi così importante… alla fine dei conti l’anno successivo si può essere sempre dall’altra parte della barricata.

Quello che conta veramente è avere spazio nella borsa per una camicia da notte che non ti faccia sembrare una zingara a meno che il mondo gitano non sia una tua passione (per me lo è, quindi temo che il mio look notturno rimarrà ostinatamente preso in prestito)!



conto per il 2012 di fregare dal suo armadio

giovedì 20 gennaio 2011

Il software come metafora della vita

Oggi parliamo di informatica... OK non spaventatevi! non è così noioso come sembra (anche se la mia amica Cecilia non è particolarmente d'accordo con questa affermazione). In particolare vorrei discutere di aggiornamenti (o nuove release come dicono quelli che ci capiscono) di programmi, applicativi, software o come cavolo si chiamano quei cosi che dovrebbero migliorare le prestazioni del tuo PC.

Fatto sta che ogni volta che chiedo a quelli che lavorano nel mio ufficio IT come mai non posso fare una cosa con un benedetto programma loro invariabilmente rispondono: la potresti fare se avessi la nuova release ma visto che hai quella vecchia...

A parte il fatto che Microsoft e soci già ti fregano in partenza perchè chiamano l'ultima versione di un programma con il nome dell'anno successivo a quello in corso (ad esempio sharepoint 2010 in realtà è del 2009) e secondo me lo fanno per farti sentire già indietro...
Dicevo... a parte questo piccolo problema, non è che la tecnologia, che mi è sempre sembrata completamente avulsa dalla vita, non ne sia in realtà una perfetta metafora?
Non è che alla fine vivo sempre nella release precedente rispetto a quella in cui dovrei essere?  Ed è così grave rimanere costantemente in ritardo?

In fondo aggiornare, imparare a gestire le modifiche, usare nuovi tasti è anche una gran fatica... E spesso le release successive sono peggiori delle precendenti (guarda cosa è successo con Vista)...
Non conviene quindi rimanere in ciò che si conosce bene? E se poi magari ti perdi proprio quella versione che rende il tuo PC (o la tua vita) un bolide e fai molte più cose interessanti? E se esistesse l'aggiornamento perfetto oppure se non esistesse per niente e l'aggiornamento perfetto fosse quello che hai già scaricato?

Ci penso e ripenso da ieri, quando questa folgorazione mi ha colto durante una riunione particolarmente noiosa come fossi san paolo sulla via di damasco.

mercoledì 19 gennaio 2011

sesso e accoppiamenti

In realtà è solo un titolo ad effetto per tenervi attaccati al mio blog visto che in questa cavolo di città non succede niente di interessante.

Ma veramente non succede niente o sono io che non mi accorgo delle cose che succedono?
Forse è colpa del cappello di pelo con le orecchie che mi impedisce di allargare lo sguardo così continuo a camminare a testa bassa in questa specie di brughiera milanese fuori stagione (la nebbia esige giorni novembrini, a gennaio non vale!).
Ma come ha fatto Emily Bronte (non trovo i puntini sulla e) a scrivere Cime Tempestose in quella landa desolata? Immagino che la variabile fosse il tempo (molto), non trovo altre spiegazioni... O forse l'assenza di internet...

Così visto che la desolazione climatica in sè non reca alcuna ispirazione, domani voglio fare una specie di esperimento e mettermi a parlare con tutti quelli che incontro in metropolitana per vedere se almeno uno mi racconta qualcosa di interessante al pari della mia amica Sondra di Atlanta.

Comunque se Alain de Botton dice che Gopnik è geniale perchè prende un argomento sul quale non c'è nulla da dire e lo tratta in maniera profonda, forse con le debite proporzioni anche io posso cavarmela parlandovi del niente che peraltro (grazie andrew war) è la cosa che si materializza più facilmente nel mio cervello.

Nel frattempo dichiaro aperta, dopo aver clamorosamente fallito i pronostici dei golden globe, la competizione tra la versione di barney, american life e hereafter. Io sono a quota 2, appena avrò visto il film del buon Clint aprirò le danze.

Vorrei brindare con voi alle 430 page view di questo mese (del mio blog intendo)!
Che forse sono pochissime perchè calcolando i 10 post che ho scritto sono circa 40 unique users in totale e sono un po' pochi per vincere il premio di blogger dell'anno di Donna Moderna ma sono sicuramente più di zero.

Anche in questo post non ho usato nessuna parola recante una gn nel mezzo (eg. ognuno), appena avrò ripassato le regole grammaticali di base userò solo parole con gn.

Buonanotte!

domenica 16 gennaio 2011

charlie ravioli e i pronostici del Golden Globe

Sto leggendo il libro di uno scrittore che si chiama Gopnik e che si intitola Una casa a New York.
Ma chi è Charlie Ravioli e cosa c'entra con Gopnik?
Charlie Ravioli è l'amico immaginario della figlia dello scrittore che si chiama Olivia e ha tre anni e mezzo.
Charlie Ravioli, però, ha una caratteristica davvero particolare per essere un amico immaginario: non ha mai tempo per colei che lo ha inventato.
"Oggi Charlie Ravioli ha disdetto il pranzo all'ultimo minuto" oppure "Mi sono battuta in Charlie Ravioli ma è saltato al volo su un taxi" oppure "Ravioli è molto occupato, lavora troppo", non fa che dire Olivia.
Ad un certo punto appare anche Laurie, l'immaginaria assistente personale di Ravioli.
"OK Laurie, fammi richiamare da Ravioli quando è libero" dice la figlia dello scrittore sempre più frustrata.
E' vero non siamo a New York, Milano è decisamente un po' meno estrema e i nostri figli probabilmente non hanno amici immaginari che sono troppo impegnati per vederli, ma alla fine anche io come Gopnik mi sono domandata quanti Charlie Ravioli ho come amici o per quanti sia io Charlie Ravioli...

Ma passiamo ad un altro argomento, i pronostici dei Goldel Globe. Dopo attenta valutazione mi sento di poter così vaticinare:
Best Drama: Inception (perchè ci spero)
Best Actress Drama: Natalie Portman (sulla fiducia)
Best Actor Drama: Jessie Eisenberg (perchè penso che The Social Network stia al 2010 come Wall Street stava al 1987)
Best Comedy: Burlesque (a caso e Alice in Wonderland, che è l'unico altro film che ho visto tra i nominati, non mi ha fatto impazzire)
Best Actress Comedy: Julianne Moore (a caso)
Best Actor Comedy: Paul Giamatti (perchè lui è bravo anche se il film è mediocre e non basta la musica di Leonard Cohen a cambiare il mio giudizio)
Miglior film straniero: Il concerto ( e guai a chi me lo tocca)
Miglior regia: Christofer Nolan
Miglior sceneggiatura: Inception

Insomma avrete capito per chi faccio il tifo anche se i giudizi sono parziali perchè molti film non sono ancora usciti in Italia...

Baci

mercoledì 12 gennaio 2011

Ironic

Ieri ho visto una ragazza su una macchina, era sera, insomma faceva buio, e lei se ne stava sulla sua macchina con gli occhiali da sole stile john lennon, aveva una sigaretta in bocca e i finestrini tutti chiusi e i capelli come alanis morissette quando ancora faceva canzoni che mi piacevano.
E ho pensato a come mi divertisse quella ragazza su quella macchina, a quanto avrei voluto fermarla e chiederle: ehi mi sembri una che potrebbe essermi simpatica, volevo dirtelo! E poi avrei voluto dirle: ehi ragazza ma come fai a sembrare così sicura su quella macchina quando io su Cristine (la mia KA) mi sento sempre così accidentale?

Poi ci siamo sorpassate e perse a vicenda, ma ho continuato a chiedermi per tutto il tragitto tra casa mia e il buzzi se anche lei magari avesse pensato lo stesso, se anche lei avesse pensato: guarda quella ragazza con il cappello da rapper e un caschetto anni '20, secondo me è una che vale la pena conoscere.

Poi sono rientrata nella realtà, tra quello che conosco veramente e che amo proprio perchè lo conosco.
E c'erano le mie amiche, quelle vere, quelle che mi piacciono anche se non portano gli occhiali di john lennon. E con loro sono stata a Muscat, a Londra, in Messico e in Brasile, poi sono passata per la Normandia, sono rimasta a Milano, mi sono spinta verso Cortina e all'Est fino a Bratislava.

E ho pensato che le amo perchè si vestono di rosso al loro matrimonio come loredana bertè e mi portano ai burlesque awards, perchè possiamo parlare di Woody Allen e capirci anche senza parlarci, perchè mi regalano un braccialetto con cui esprimere 3 desideri, perchè dicono che il mio blog è spassoso e mi offrono il caffè raccontandomi una lezione di tango, perchè hanno un fidanzato che dice che la loro coppia è in crisi dal momento che lui non è entrato nella fase due (e io che ero rimasta al massimo alla fase anale) ma ci ridono sopra, perchè hanno 4 cani e sono felici visto che non piove.

Così davanti a tanta diversità perchè cercare altro?

Ma dove sono tutte in questo momento in cui ho finito le sigarette?
Eppure ero convinta di averne messa da parte una per i tempi duri!

martedì 11 gennaio 2011

The Dude is my boyfriend

Per chi non lo sapesse sono nuovamente milanese, la mia valigia invece sta continuando il suo viaggio per il mondo indipendentemente da me. L'ultima volta è stata avvistata a zurigo e conto su un suo prossimo ritorno a casa.
Oggi è un'ottima giornata per ben due motivi:
1) Ho deciso di tagliarmi i capelli... Questa decisione improvvisa sta generando momenti di grande tensione tra le mie amiche che temono una crisi isterica post taglio e, anche se continuo a rassicurarle che non sarà niente di drastico, non ne sono per niente convinte. Dev'essere la mia definizione di caschetto anni '20 che genera aspettative inquietanti. Non è colpa mia se in questo periodo mi sento perfettamente a mio agio nel periodo tra le due guerre! Comunque ormai la scelta è fatta e oggi alle tre avrò una nuova testa.
2) La stagione cinematografica si sta scaldando... Sto aspettando, in religioso silenzio e senza leggere le contrastanti critiche per non farmi condizionare, l'uscita della versione di Barney. Ovviamente in elenco ci sono anche Stephen Frears e Clint Eastwood. La Vale, invece, è in trepidante attesa di The King's Speech ma i film storici non mi convincono quasi mai. Vedremo! Nel frattempo sto preparando con l'aiuto della sfera di cristallo il pronostico per i Golden Globe. Can you handle it?

Sempre in tema cinematografico, vi lancio questo link per shopping demenziale. http://www.littlelebowskishop.com/main.sc
Io non ho potuto resistere e ho comprato due T-shirt (vi lascio indovinare quali) anche perchè il padrone del negozio mi ha aperto in accappatoio... 

Cheers

sabato 8 gennaio 2011

K Pollo!

E' da questa mattina che sono ossessionata dalle parole.
Non so se vi capita, effettivamente non è molto normale, ma ci sono dei giorni in cui non riesco quasi a pensare ad altro. Tutta colpa di Pollock che ho iniziato ad anagrammare nel letto prima di fare colazione con l'unico risultato di ottenere un "K pollo!", come se fosse l'sms di una quindicenne, senza peraltro sapere cosa farmene della c. Colpa di tutte quelle consonanti con solo 2 vocali per giunta uguali.
Farmi il Guggenheim e il Whitney Museum in mattinata non mi ha per niente aiutato perchè invece di concentrarmi sulle opere esposte ho passato il mio tempo ad anagrammare i nomi dei pittori: Occhi Ride, Ci Passo!, Ma Tessi? ecc....
Ok la pianto! ma lancio il guanto di sfida a chi vuole cimentarsi con me nel gioco degli anagrammi con i nomi di altri pittori.

Sapete quanti blocks ci sono a Manhattan? Su answers.com dicono circa 2.000.
Non so se la risposta sia giusta (si potrebbe anche provare a calcolarli ma non ne ho voglia anche perchè dovrei fare la conversione miglia metri ecc. e poi mi viene in mente Pulp Fiction, il sistema metrico decimale e mi perdo via...), quindi prendo per vera la risposta di answers.com e dichiaro che ammazzandomi di fatica ho visto poco più di un decimo di Manhattan! Sarà mai possibile? Ho sfidato le intemperie, la neve in Central Park, i piedi congelati, il raffreddore, sono stata metodica con due guide nella borsa e mi accorgo alla fine di aver visto solo un micro decimo di questa cavolo di città? eppure 250 blocks a piedi mi sembravano quasi un record.... Ottima scusa per tornarci.
Domani ultimo giorno, mi dedicherò a Ground Zero anche se mi angoscia un po'
SEE YOU SOON!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 7 gennaio 2011

Psychic readings


Per chi non lo sapesse sono a New York da un paio di giorni.

E la città è proprio come uno se la immagina: piena di newyorkesi che corrono e se possono ti abbattono al suolo per passare, di turisti con il collo tirato per guardare in alto come le oche (io me lo sono quasi slogato) e che si interessano solo ad abercrombie, di posti cool che chiudono, di posti cool che aprono, dove il negozio della Apple sta aperto 24 ore su 24, tutti hanno l’ipad e la sensazione è che nessuno lavori perché a qualsiasi ora del giorno e della notte c’è gente in giro…
Nel pomeriggio, vinta dal gelo nonostante fossi più coperta di armaduk, mi sono rintanata nel mio albergo al Greenwich Village.
Qui di fianco, a 100 metri, ci sono la NYU e Washington Square Park con il suo famoso arco.
Non che questo benedetto arco sia in sè un monumento eccezionale ma ci hanno girato una scena fondamentale di Harry ti presento Sally.
Vi faccio questo esempio per spiegare come dovunque si vada si ha la sensazione di esserci già stati e poi ci si ricorda che lo si è visto in un film.
Eterno contrasto tra reale e immaginario e incredibile potere dell’iconografia cinematografica….

Questa invece è una domanda per chi è già stato al Moma. Non avete avuto la sensazione che se vi foste messi un Rothko o un Pollock sotto il braccio non se ne sarebbe accorto nessuno da quanti ce n’erano? In piena sindrome di Stendhal ci ho pensato seriamente anche se forse mi sarei portata via un de Kooning.

Comunque a parte queste digressioni su New York  ho finalmente capito che cosa lega gli Stati Uniti da Nord a Sud.
Ero alla ricerca di questo fil rouge da quando sono qui al Nord e mi sembrava che il football o gli hamburger fossero una risposta poco soddisfacente. Oggi passando per Soho ho avuto la rivelazione: gli psychic readings.
A New Orleans mi sembrava abbastanza normale che ci fossero fattucchiere di varia natura pronte a leggerti la mano o i tarocchi in Jackson Square, d’altra parte è la patria di Marie Laveau (sono stata sulla sua tomba ma non mi sono fatta leggere niente né ho comprato bamboline, molto male!) e del Voodoo.
Poi risalendo mi sono accorta che la pratica è assolutamente diffusa e che i costi sono sempre più o meno uguali in tutti gli Stati (circa 10$ per reading).
Siamo così spaventati dal futuro dal volerlo anticipare per controllarlo? E’ questo il comune denominatore che unisce il nord al sud e l’est all’ovest? Oppure non abbiamo più nessuno che ci ascolta tanto da dover raccontare i nostri problemi ad un’estranea a pagamento?
Entrambi gli scenari mi hanno un po’ inquietato così ho deciso di smettere di leggere anche gli oroscopi e di mantenermi sul piano della razionalità materialistica.
LAVIU!!!!!

tomba di Marie Laveau



martedì 4 gennaio 2011

Lost in music - from Memphis to Nashville

Partiamo da Memphis.

Dopo la visita a Graceland, il mio compagno di viaggio, nonche' mio migliore amico, nonche' irreprensibile avvocato milanese (non posso citare il suo nome perche' ha detto che mi fa causa), e' stramazzato al suolo e si e' addormentato alle sei di sera in un fetentissimo Holiday Inn lasciandomi finalmente una serata libera.
Ne ho immediatamente approfittato per lanciarmi in Beale Street e infilarmi nel BB King Blues Club.
Li' ho fatto amicizia con Sandra (pronuncia Sondra) di Atlanta che mi ha offerto una birra e mi ha raccontato tutta la sua vita... ma la cosa piu' fantastica e' che sono stata piu' volte invitata a ballare sul palco dal piu' leggendario dei ballerini del BB King Blues Club.
Questo signore di colore (di cui non ho capito il nome ma aveva meno denti in bocca di anna, la figlia della fo, quindi mi perdonerete) avra' almeno 1.000 anni ma e' il piu' elegante ballerino di tutti i tempi e mi ha insegnato un sacco di passi che vi faro' vedere al mio ritorno... in particolare c'e' tutto un movimento che devi fare con le braccia che fa capire che hai il blues nel sangue e che ora per me non ha piu' segreti.
Il mattino dopo (cioe' ieri mattina) sono partita alla conquista del Rock 'N' Soul Museum dove ho imparato tutta la storia della Sun (praticamente dove hanno iniziato a suonare Elvis, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis ecc), della Stax e della Hi (sono tutte case discografiche), poi ho visto la Factory della Gibson e alla fine sono andata proprio alla Sun Records.
Insomma lost in music!

Nel pomeriggio, ben fornita di CD, mi sono fatta le solite 300 miglia per cambiare destinazione e sono arrivata a Nashville.

Lessons learned qui al sud:
- e' inutile ordinare cose light perche' tanto non esistono, quindi si puo' ingrassare serenamente
- Al Green (Hi Records) era l'uomo piu' sexy del mondo
- se ti abitui alla pronuncia di uno Stato, ti sposti in un altro e ricominci a non capire piu' niente
- se senti la parola muffoletta non preoccuparti perche' non e' un animale ma un panino di chiara(!) origine italiana

Nashville non mi piace (sara' colpa della musica country che mi annoia a morte!) quindi ve la risparmio

Ma dove sono i miei vestiti?????? Mr Lufthansa please!!!!!!!!!!!!!

domenica 2 gennaio 2011

Suspicious Mind - White feat. Elvis

look di capodanno
Avete visto cosa succede quando una ragazza si trova a new orleans la sera di capodanno e deve comprare un look completo per la serata con meno di 100$ comprese le scarpe e l'unico negozio disponibile è urban outfitters che sta pure chiudendo??? Si veste come a 15 anni quando era una groupie di madonna...
In realtà il risultato sarebbe dovuto essere un po' diverso ma ho clamorosamente sbagliato l'acquisto delle calze (non pensavo che in quella scatola ci fossero leggings di rete e pizzo ma normalissimi collant neri) e me ne sono accorta solo in albergo.
Fortunamente non ero nella città più formale del mondo e sono passata più o meno inosservata a parte un "ehi bush" che ho trovato decisamente meno elegante di gazelle americana...

Mi sono innamorata di un cocktail che si chiama Hurricane e che ha un bellissimo colore rosa shocking.
Purtroppo la prima sera in città (non ero del tutto sobria, lo ammetto), a causa di uno scontro fortuito con un'altra ballerina più indemoniata di me, ho completamente hurricanato una signora vestita di bianco (nel senso che le ho rovesciato addosso tutto il contenuto del mio bicchiere).
La signora l'ha presa con filosofia ma ho capito che con l'hurricane vale la regola di consumarne non più di due per sera e possibilmente seduti. Il verbo hurricanare (con accezione "fare un disastro") è però entrato a far parte del mio vocabolario.

Riassunto della giornata odierna che mi ha portato da New Orleans a Memphis:
- miglia percorse 400
- tornado evitati 1
- opossum spiaccicati da altre macchine in autostrada 2
- magneti da frigo acquistati 2
- dischi venduti da elvis + di un miliardo!!!!!!!!!!

Ebbene sì sono stata a graceland in pellegrinaggio a casa di elvis, ma non posso raccontarvi niente perchè è impossibile da raccontare, si può solo vedere. Purtroppo nessun visitatore era vestito adeguatamente, io pensavo ci andassero tutti in costume presleyano.
Vi consiglio però di dare un'occhiata al video qui sotto perchè ho duettato direttamente con lui...
http://www.youtube.com/watch?v=tgZN7bOFRlg

A domani!