Quando la vita diventa un gran bel casino, io pulisco e faccio ordine in casa.
Così se passaste da casa mia in questi giorni comprendereste all'istante il mio attuale stato d'animo.
Non paga di aver spolverato anche l'ultimo ripiano della cucina e della libreria, aver scrostato dal calcare la cabina doccia, aver inveito contro la cameriera che a quanto pare ho pagato inutilmente negli ultimi 4 anni, questa mattina ho pensato fosse arrivato il momento di sfoderare e lavare la copertura del divano, che essendo parecchio grande e ad U è un vero lavoraccio.
Nella mia personale scala richter di "la vita è bordello, altro che sueño", la pulizia del divano è seconda solo, come lunga strada verso il delirio, allo spostamento dei mobili della cucina e forse ad appendere i vestiti dell'armadio per gradazione di colore.
Ma d'altra parte se anche voi aveste chiuso il 2011 con un lavoro, una specie di fidanzato e un sellino della bicicletta in meno (che può anche essere piacevole nel caso viviate nella barzelletta delle suore), credo fareste esattamente la stessa cosa.
Un'amica molto saggia (che in crisi col marito è diventata cintura nera di karate) ha detto che la cosa fondamentale, nei momenti di delirio, consiste nel visualizzare una trave e nel tenerla come punto di riferimento.
Io ci ho provato, veramente!, ma sono riuscita a visualizzare solo il vecchio di "metti la cera togli la cera" in Karate Kid che non mi è stato di nessun aiuto.
Che la chiave della serenità sia invece da riporre nel caro Vorwerk Folletto, aspirapolvere feticcio per generazioni di casalinghe, o nel più tecnologico ed avveniristico Dyson?
Libri consigliati del giorno: Lo sporco degli altri, Rafkin e il Dizionario dei luoghi comuni, Flaubert
Musica: Polvere di Enrico Ruggeri
E nel frattempo, occhio ai Golden Globe...

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