Disse Anna Tatangelo riferendosi al suo parrucchiere...
E tutto il resto (di questo festival appena concluso) è noia come direbbe Franco Califano.
Piccoli consigli per affrontare la fine dell'inverno e aspettare l'arrivo della "mai tanto attesa come quest'anno" primavera:
- Leggete Ali Smith, ucciderei per scrivere come lei
- Non usate nella stessa canzone: ragazzi, ragazze, piazze, libri, idee, farfalle, signori del dolore, notte buia che finirà perchè rischiate di vincere san remo e prendere un 10 da luzzato fegiz ma io penserò che siete delle gran facce di culo
- Se dovete andare a loreto e abitate tra pagano e sant'agostino usate la linea rossa, è mille volte più veloce e ci ho messo 2 anni a scoprirlo
- Ascoltate Nick Drake ma con moderazione e state molto attenti a come lo abbinate
- Comprate solo piante che vi piacciono molto, moriranno prima ma non rischierete di avere in casa per millenni una pianta che detestate (e bagnandola non la guarderete con odio)
- Leggete l'articolo sugli oscar di D di questa settimana e ditemi se siete d'accordo sul massacro che fanno del Discorso del Re (io lo vedrò domani)
- Riguardate Harold e Maude, andate a piantare la pianta che odiate in un bosco e poi mettete in scena uno spettacolare finto suicidio...
Direi che così può bastare... Aspetto ovviamente i vostri consigli!
Nel frattempo capita che stia facendo nuovamente la valigia (questa volta rigorosamente a mano) e mi volatilizzi per una decina di giorni tra San Paolo e Buenos Aires, con la scusa di dover lavorare.
Tra samba e tango, verdi milonghe e caipirina al posto dell'hurricane sono proprio curiosa di scoprire quando il Sud America sia Hot Hot Hot!
domenica 20 febbraio 2011
lunedì 7 febbraio 2011
Varie ed eventuali
Ci sono volte nelle quali la vita si impossessa di te e ti obbliga a fare delle scelte in modo quasi inconsapevole.
Il pensiero razionale, infatti, ti suggerirebbe che quella che stai per compiere è un'emerita cazzata ma nel contempo si materializza dentro di te una specie di spirito della sfida che prende il sopravvento e ti fa compiere gesti inconsulti solo per dimostrarti che i tuoi limiti possono essere superati.
Questa in realtà è una visione romantica ed edulcorata di quello che normalmente succede quando lo spirito della vita si impossessa della tua anima perchè molto spesso più che superare i tuoi limiti cadi sonoramente col culo per terra.
Dovete sapere che oggi lo spirito della vita si è impossessato di me svariate volte tanto che ho finito per uscire dalla feltrinelli con l'aleph e la recherche.
Ora, qualsiasi persona vagamente sana di mente sa che leggere proust e borges (specialmente all'unisono) è una scelta rischiosa quanto camminare su un filo tra due grattacieli, quanto fare una maratona cinematografica antonioni più pasolini (o visconti a scelta), quanto pensare che l'amore duri tutta la vita.
Diciamoci la verità, sono come sempre a un passo dal culo per terra, ma vi terrò aggiornati.
Lungo il cammino verso la libreria, ipod shuffle alle orecchie e occhiali vintage da mosca, ho sentito una canzone, che non so bene come sia finita nel mio meraviglioso riproduttore musicale rosa shocking (dovevo essere attaccata alla bottiglia di vodka per mettercela), e che dice testuali parole:
you say the best, when you say nothing at all.
Stiamo parlando di una canzone d'amore composta per notting hill, non per figli di un dio minore... e tutto quello che è venuto in mente al cantante (che ci giurerei proviene da una boy band di cui non ricordo il nome) consiste in: "dai il meglio di te quando stai zitta" o se proprio vogliamo essere letterali "dici le cose migliori quando non dici proprio niente".
Certo, tutto il resto della canzone poi è una sbrodolata di frasi romantiche e probabilmente il senso della frase incriminata deve essere un po' reinterpretato tipo: indipentemente da quello che dici io ti amo, oppure, non c'è bisogno che tu dica nulla perchè sei fantastica anche se stai in silenzio...
Ma non riesco a togliermi dalla testa che chi l'ha scritta (oltre a scrivere pessime canzoni) sia uno stronzo misogino!
E se invece fosse vero?
Il pensiero razionale, infatti, ti suggerirebbe che quella che stai per compiere è un'emerita cazzata ma nel contempo si materializza dentro di te una specie di spirito della sfida che prende il sopravvento e ti fa compiere gesti inconsulti solo per dimostrarti che i tuoi limiti possono essere superati.
Questa in realtà è una visione romantica ed edulcorata di quello che normalmente succede quando lo spirito della vita si impossessa della tua anima perchè molto spesso più che superare i tuoi limiti cadi sonoramente col culo per terra.
Dovete sapere che oggi lo spirito della vita si è impossessato di me svariate volte tanto che ho finito per uscire dalla feltrinelli con l'aleph e la recherche.
Ora, qualsiasi persona vagamente sana di mente sa che leggere proust e borges (specialmente all'unisono) è una scelta rischiosa quanto camminare su un filo tra due grattacieli, quanto fare una maratona cinematografica antonioni più pasolini (o visconti a scelta), quanto pensare che l'amore duri tutta la vita.
Diciamoci la verità, sono come sempre a un passo dal culo per terra, ma vi terrò aggiornati.
Lungo il cammino verso la libreria, ipod shuffle alle orecchie e occhiali vintage da mosca, ho sentito una canzone, che non so bene come sia finita nel mio meraviglioso riproduttore musicale rosa shocking (dovevo essere attaccata alla bottiglia di vodka per mettercela), e che dice testuali parole:
you say the best, when you say nothing at all.
Stiamo parlando di una canzone d'amore composta per notting hill, non per figli di un dio minore... e tutto quello che è venuto in mente al cantante (che ci giurerei proviene da una boy band di cui non ricordo il nome) consiste in: "dai il meglio di te quando stai zitta" o se proprio vogliamo essere letterali "dici le cose migliori quando non dici proprio niente".
Certo, tutto il resto della canzone poi è una sbrodolata di frasi romantiche e probabilmente il senso della frase incriminata deve essere un po' reinterpretato tipo: indipentemente da quello che dici io ti amo, oppure, non c'è bisogno che tu dica nulla perchè sei fantastica anche se stai in silenzio...
Ma non riesco a togliermi dalla testa che chi l'ha scritta (oltre a scrivere pessime canzoni) sia uno stronzo misogino!
E se invece fosse vero?
venerdì 4 febbraio 2011
Blackberry Botox
Ieri sera ho rivisto uno dei miei film preferiti di tutti i tempi: Manhattan… ma giuro che non userò questo spazio per scriverne una critica osannante!
Anche perché di Manhattan e Woody Allen è stato già detto tutto il tuttibile e io non valgo un’unghia del Mereghetti (e poi non ho mai visto Metropolis né un film di Charlie Chaplin per intero, credo, e mi sarei suicidata su un paio di film neorealisti...).
Vi dico solo che nell’ultimo dialogo tra Isaac e Mary, c’è la mia frase del secolo. Scopritela voi ma vi avviso che dovete conoscermi estremamente bene.
Non vi è venuta una voglia irresistibile di affittarvi il film e poi giocare alle 10 cose per cui valga la pena vivere? Custodisco gelosamente il mio elenco per un altro post quando sarò a secco di ispirazione.
Voi sapete che quei geni di google vi mandano le news in base a quello che leggete e che pensano possa interessarvi vero? Se tenete conto di questo potrete capire perchè nella sezione tecnologia io trovi news su sesso e intelligenza emotiva o utilizzo di smartphone e invecchiamento precoce.
Che i mezzi di comunicazione fossero una fregatura l'ho sempre pensato, a partire da quando guardavo il telefono a disco con prolunga di 10 metri attendendo supplicante che suonasse.
Negli anni poi le cose si sono ulteriormente complicate al punto tale che potendo essere contatta su telefono fisso, mobile, svariate email, skype ecc. ho smesso completamente di angosciarmi ... la dispersione di energia richiesta per mantenere tutto sotto controllo e l'ansia derivante dal mutismo contemporaneo di tutti gli apparecchi mi porterebbero velocemente a morte certa. Quindi centellino i mezzi comunicazione, oggi scelgo il cellulare, domani controllo skype, dopodomani sbircio l'email di hotmail...
Ma torniamo all'argomento principale: gli smartphone fanno venire le rughe.
Cito testualmente:
"L’allarme, rivolto in particolare alle donne, è stato lanciato dal chirurgo plastico inglese Jean-Louis Sebagh in un’intervista rilasciata al London Evening Standard. Il dottor Sebagh, che annovera tra i suoi clienti la top model Candy Crawford, sostiene che la presenza di rughe precoci sul volto di molte donne è dovuta all’abitudine di aggrottare continuamente le sopracciglia per mettere a fuoco SMS o i messaggi di posta elettronica visualizzati sul display dello smartphone, sia esso un iPhone o un Blackberry.
La tensione cui viene sottoposta la zona posta intorno agli occhi e la fronte finisce per causare rughe, zampe di gallina e persino un precoce invecchiamento cutaneo. Sebagh afferma peraltro che il fenomeno è in costante aumento e che sono sempre di più le giovanissime che ricorrono al botox per appianare le rughe (questo tipo di intervento è stato per l’appunto soprannominato “Blackberry botox”). Il fenomeno è confermato anche dall’estetista Nichola Joss, che ha constatato un aumento delle rughe nelle sue clienti negli ultimi 18 mesi, anche se al posto di iniezioni da botox consiglia un semplice massaggio quotidiano del viso per risolvere il problema."
Come correre ai ripari mi sono chiesta, a parte un "Extreme Makeover White Edition"?
Ricorrere a un mega schermo per la visualizzazione di sms e email? Scomodo all'aperto
Inventare un software parlante che legga i messaggi? Imbarazzante in pubblico
Affittare un omino che legga per me? (a quanto pare gli uomini non ne soffrono..) Dispendioso
Smettere di usare il Blackberry? Autoesiliante
Insomma non riesco a trovare una soluzione....
giovedì 27 gennaio 2011
Milano
Ieri un amico mi ha detto che stava leggendo un libro su Milano.
Io, che non faccio che comprare libri che parlano di cose che non conosco, mi sono chiesta il perché di questa scelta.
Perché leggere un libro che ti parla della città in cui vivi e che ti sembra non riservi sorprese?
Ovviamente gliel’ho chiesto… e lui ha risposto “perché Milano mi assomiglia”.
Ho provato allora a farmi spiegare in che modo Milano lo rappresentasse ma sono stata immediatamente zittita … Mica uno ti racconta per telefono quello che pensa di se stesso o sbaglio?
Un altro invece mi chiama domenica mattina e mi dice sono appena sceso dal Duomo perché non ci salivo da quando ero bambino.
A parte il fatto che colleziono amici un po’ fuori di testa… Cosa penso di Milano? C’è un motivo per cui valga la pena viverci?
Milano per me è fondamentalmente piatta con doppia accezione: piatta nel senso che è in piano ed è facile andarci in bicicletta e piatta perché non è particolarmente interessante. Nel primo caso mi sento un po’ di assomigliarle (questione di tette sparite).
E’ decisamente fredda e grigia, almeno questa mattina.
E’ poco appariscente se non un paio di volte l’anno in cui tira fuori il meglio di sé.
Si dimentica spesso di essere accogliente ma ha bellissimi vecchi bar, dove fanno il bianco spruzzato che però io non prendo mai perché non mi piace il Campari.
Sembra sempre di corsa ma è un po’ una farsa, le piace più sembrare affannata che esserlo veramente.
Dicono sia ben ubicata: la maggior parte di coloro che hanno vissuto in altre città e poi sono ritornati qui sostengono che uno dei motivi per viverci sia che è vicina a campagna, lago, mare o montagna.
Ma perché dovrei vivere in un posto che annovera tra le sue qualità principali il fatto che sia facile evaderne?
Non sarebbe meglio stare in un posto, anche scomodo, ma dal quale non hai voglia di scappare ogni fine settimana?
Alla fine per trovare un motivo, se non per decidere di rimanere ad oltranza, almeno per non andarmene istantaneamente, sono ricorsa alle parole di un bolognese…
domenica 23 gennaio 2011
14 febbraio vs 15 febbraio
“Lo sai che il 15 febbraio è la giornata dei single?” mi chiede telefonicamente Cecilia che è sempre un ottimo spunto per i miei post.
“No, non lo sapevo” rispondo io. Segue l’inevitabile risposta della mia amica: “L’ho visto su google”…
Cavoli, cosa so del 15 febbraio penso io? So ad esempio che inizia il festival di San Remo e che si è oltre la metà del mese perché febbraio ha solo 28 giorni o 29 al massimo, che il carnevale di Rio è in pieno svolgimento e che gli Oscar sono nell’aria… Molto bene!
Ma che qualche perverso personaggio in giro per il mondo avesse deciso di istituire una giornata dei single dopo la festa degli innamorati proprio mi era completamente sfuggito.
Così, pur partendo dal presupposto che le giornate dedicate a qualcosa come l’8 marzo mi hanno sempre dato sui nervi (continuo a rivendicare il diritto di non essere trattata come un panda in via d’estinzione solo perché sono una donna) e che mi sono sempre astenuta dal festeggiare San Valentino, ho provato a capire se avrei preferito celebrare il 14 o il 15 febbraio (nel caso in cui avessi deciso di farlo per una volta) facendo un accurato elenco dei possibili vantaggi dell’essere single o in coppia.
Primo vantaggio dell’essere single che mi è balzato in mente e che nel mio immaginario batteva di gran lunga tutti gli altri: non devi vestirti decentemente quando torni a casa stanca morta e vuoi solo sbatterti sul divano a vedere un film.
A pensarci bene però, questo, almeno per me, non è proprio un gran vantaggio; non solo perché il mio look per le serate a due non si è mai minimamente avvicinato a quello di una regina del burlesque ma anche perché di solito giro per casa dei miei fidanzati indossando i vestiti presi in prestito dal loro armadio.
Il che può risultare molto sexy (in particolare durante l’estate o se sei Julia Roberts in Pretty Woman) a meno che tu non abbia un fidanzato di 25 cm più alto di te che ti presta, con un sorriso diabolico i pantaloni della sua tuta di pile blu ormai dismessa e recuperata dal fondo dell’armadio…
Il problema è che dopo aver passato 48 ore ad elencare fondamentalmente una marea di cazzate tipo fare sesso con degli affascinanti sconosciuti (vantaggio dell’essere single), delegare la preparazione della cena (vantaggio dell’essere in coppia), dormire incollata al tuo compagno nelle notti invernali (vantaggio dell’essere in coppia), avere più tempo per i propri interessi (vantaggio dell’essere single) ecc. ho capito che questo sterile ragionamento non mi avrebbe aiutato a scegliere.
Allora mi sono concessa una navigazione controllata nei ricordi e mi sono accorta che devo, a chi ha voluto, o a cui forse è solamente toccato in sorte, attraversare un pezzo della sua vita con me, molte delle cose che ho imparato a conoscere e ad amare e che devo a me stessa molte delle cose che ho realizzato.
Così, che ci capiti di festeggiare il 14 o il 15 non è poi così importante… alla fine dei conti l’anno successivo si può essere sempre dall’altra parte della barricata.
Quello che conta veramente è avere spazio nella borsa per una camicia da notte che non ti faccia sembrare una zingara a meno che il mondo gitano non sia una tua passione (per me lo è, quindi temo che il mio look notturno rimarrà ostinatamente preso in prestito)!
![]() |
| conto per il 2012 di fregare dal suo armadio |
giovedì 20 gennaio 2011
Il software come metafora della vita
Oggi parliamo di informatica... OK non spaventatevi! non è così noioso come sembra (anche se la mia amica Cecilia non è particolarmente d'accordo con questa affermazione). In particolare vorrei discutere di aggiornamenti (o nuove release come dicono quelli che ci capiscono) di programmi, applicativi, software o come cavolo si chiamano quei cosi che dovrebbero migliorare le prestazioni del tuo PC.
Fatto sta che ogni volta che chiedo a quelli che lavorano nel mio ufficio IT come mai non posso fare una cosa con un benedetto programma loro invariabilmente rispondono: la potresti fare se avessi la nuova release ma visto che hai quella vecchia...
A parte il fatto che Microsoft e soci già ti fregano in partenza perchè chiamano l'ultima versione di un programma con il nome dell'anno successivo a quello in corso (ad esempio sharepoint 2010 in realtà è del 2009) e secondo me lo fanno per farti sentire già indietro...
Dicevo... a parte questo piccolo problema, non è che la tecnologia, che mi è sempre sembrata completamente avulsa dalla vita, non ne sia in realtà una perfetta metafora?
Non è che alla fine vivo sempre nella release precedente rispetto a quella in cui dovrei essere? Ed è così grave rimanere costantemente in ritardo?
In fondo aggiornare, imparare a gestire le modifiche, usare nuovi tasti è anche una gran fatica... E spesso le release successive sono peggiori delle precendenti (guarda cosa è successo con Vista)...
Non conviene quindi rimanere in ciò che si conosce bene? E se poi magari ti perdi proprio quella versione che rende il tuo PC (o la tua vita) un bolide e fai molte più cose interessanti? E se esistesse l'aggiornamento perfetto oppure se non esistesse per niente e l'aggiornamento perfetto fosse quello che hai già scaricato?
Ci penso e ripenso da ieri, quando questa folgorazione mi ha colto durante una riunione particolarmente noiosa come fossi san paolo sulla via di damasco.
Fatto sta che ogni volta che chiedo a quelli che lavorano nel mio ufficio IT come mai non posso fare una cosa con un benedetto programma loro invariabilmente rispondono: la potresti fare se avessi la nuova release ma visto che hai quella vecchia...
A parte il fatto che Microsoft e soci già ti fregano in partenza perchè chiamano l'ultima versione di un programma con il nome dell'anno successivo a quello in corso (ad esempio sharepoint 2010 in realtà è del 2009) e secondo me lo fanno per farti sentire già indietro...
Dicevo... a parte questo piccolo problema, non è che la tecnologia, che mi è sempre sembrata completamente avulsa dalla vita, non ne sia in realtà una perfetta metafora?
Non è che alla fine vivo sempre nella release precedente rispetto a quella in cui dovrei essere? Ed è così grave rimanere costantemente in ritardo?
In fondo aggiornare, imparare a gestire le modifiche, usare nuovi tasti è anche una gran fatica... E spesso le release successive sono peggiori delle precendenti (guarda cosa è successo con Vista)...
Non conviene quindi rimanere in ciò che si conosce bene? E se poi magari ti perdi proprio quella versione che rende il tuo PC (o la tua vita) un bolide e fai molte più cose interessanti? E se esistesse l'aggiornamento perfetto oppure se non esistesse per niente e l'aggiornamento perfetto fosse quello che hai già scaricato?
Ci penso e ripenso da ieri, quando questa folgorazione mi ha colto durante una riunione particolarmente noiosa come fossi san paolo sulla via di damasco.
mercoledì 19 gennaio 2011
sesso e accoppiamenti
In realtà è solo un titolo ad effetto per tenervi attaccati al mio blog visto che in questa cavolo di città non succede niente di interessante.
Ma veramente non succede niente o sono io che non mi accorgo delle cose che succedono?
Forse è colpa del cappello di pelo con le orecchie che mi impedisce di allargare lo sguardo così continuo a camminare a testa bassa in questa specie di brughiera milanese fuori stagione (la nebbia esige giorni novembrini, a gennaio non vale!).
Ma come ha fatto Emily Bronte (non trovo i puntini sulla e) a scrivere Cime Tempestose in quella landa desolata? Immagino che la variabile fosse il tempo (molto), non trovo altre spiegazioni... O forse l'assenza di internet...
Così visto che la desolazione climatica in sè non reca alcuna ispirazione, domani voglio fare una specie di esperimento e mettermi a parlare con tutti quelli che incontro in metropolitana per vedere se almeno uno mi racconta qualcosa di interessante al pari della mia amica Sondra di Atlanta.
Comunque se Alain de Botton dice che Gopnik è geniale perchè prende un argomento sul quale non c'è nulla da dire e lo tratta in maniera profonda, forse con le debite proporzioni anche io posso cavarmela parlandovi del niente che peraltro (grazie andrew war) è la cosa che si materializza più facilmente nel mio cervello.
Nel frattempo dichiaro aperta, dopo aver clamorosamente fallito i pronostici dei golden globe, la competizione tra la versione di barney, american life e hereafter. Io sono a quota 2, appena avrò visto il film del buon Clint aprirò le danze.
Vorrei brindare con voi alle 430 page view di questo mese (del mio blog intendo)!
Che forse sono pochissime perchè calcolando i 10 post che ho scritto sono circa 40 unique users in totale e sono un po' pochi per vincere il premio di blogger dell'anno di Donna Moderna ma sono sicuramente più di zero.
Anche in questo post non ho usato nessuna parola recante una gn nel mezzo (eg. ognuno), appena avrò ripassato le regole grammaticali di base userò solo parole con gn.
Buonanotte!
Ma veramente non succede niente o sono io che non mi accorgo delle cose che succedono?
Forse è colpa del cappello di pelo con le orecchie che mi impedisce di allargare lo sguardo così continuo a camminare a testa bassa in questa specie di brughiera milanese fuori stagione (la nebbia esige giorni novembrini, a gennaio non vale!).
Ma come ha fatto Emily Bronte (non trovo i puntini sulla e) a scrivere Cime Tempestose in quella landa desolata? Immagino che la variabile fosse il tempo (molto), non trovo altre spiegazioni... O forse l'assenza di internet...
Così visto che la desolazione climatica in sè non reca alcuna ispirazione, domani voglio fare una specie di esperimento e mettermi a parlare con tutti quelli che incontro in metropolitana per vedere se almeno uno mi racconta qualcosa di interessante al pari della mia amica Sondra di Atlanta.
Comunque se Alain de Botton dice che Gopnik è geniale perchè prende un argomento sul quale non c'è nulla da dire e lo tratta in maniera profonda, forse con le debite proporzioni anche io posso cavarmela parlandovi del niente che peraltro (grazie andrew war) è la cosa che si materializza più facilmente nel mio cervello.
Nel frattempo dichiaro aperta, dopo aver clamorosamente fallito i pronostici dei golden globe, la competizione tra la versione di barney, american life e hereafter. Io sono a quota 2, appena avrò visto il film del buon Clint aprirò le danze.
Vorrei brindare con voi alle 430 page view di questo mese (del mio blog intendo)!
Che forse sono pochissime perchè calcolando i 10 post che ho scritto sono circa 40 unique users in totale e sono un po' pochi per vincere il premio di blogger dell'anno di Donna Moderna ma sono sicuramente più di zero.
Anche in questo post non ho usato nessuna parola recante una gn nel mezzo (eg. ognuno), appena avrò ripassato le regole grammaticali di base userò solo parole con gn.
Buonanotte!
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