Tra ieri ed oggi mi sono occupata di ben due cose:
- invocare l'arrivo del caldo (ieri) con danze rituali africane
- leggere un articolo di una rivista (oggi) che si chiama Fast Company dal titolo "It's all about me"
Secondo questo articolo, siamo talmente abituati al concetto di personalizzazione che ormai, per venderci qualcosa, le aziende devono inventarsi delle campagne pubblicitarie ad personam o che almeno noi percepiamo come tali.
Per fare un esempio concreto: in Australia Coca Cola ha finalmente battuto Pepsi mettendo sul mercato delle bottiglie in cui il tradizionale logo era stato sostituito da nomi di persona scritti nel carattere del famoso marchio. La gente è impazzita per accaparrarsi una bottiglia con su scritto Giovanna, Maria, Filippo, dimenticavo siamo in Australia quindi con John, William, Matilda ecc. e ha fatto la fila per ore pur di conquistare quella giusta.
Incredibile vero? Eppure è per questo motivo che gli esperti di marketing chiamano la nostra generazione MSP (che non c'entra nulla con la sindrome pre mestruale) ma vuol dire "Me selling proposition". Negli anni '80 bisognava suscitare emozioni, nel 2011 bisogna dire "esisti solo tu", a quanto pare siamo una generazione "me obsessed".
A parte l'ovvia considerazione che gli anglosassoni ci hanno un po' rotto le scatole con la mania degli acronimi (ogni volta che leggo Grazia UK divento cretina nel tentativo di decifrarli), mi rendo conto di come la MSP governi il nostro quotidiano.
Abbiamo il personal trainer, il personal shopper, i personal discount, la personal assistant, il personal coach... insomma migliaia di persone o aziende pensano di sapere ciò che vogliamo veramente solo perchè conosco il nostro nome, il nostro codice fiscale, la nostra data di nascita ecc. e sanno che abbiamo comprato alcuni prodotti (o forse neanche comprati, ci siamo semplicemente passati sopra con un cursore, o perchè abbiamo scritto delle email che contenevano alcune preziosissime parole "chiave").
Ma sarà poi vero che siamo così ossessionati da noi stessi? E soprattutto che i nostri bisogni siano così facilmente decifrabili per gli altri? Non vi viene mai in mente che al supermercato, mentre consegnate la vostra carta fedeltà, qualcuno stia leggendo il vostro carrello e stilando il vostro profilo? Non vi viene voglia di ribellarvi alle leggi del marketing?
A me spesso e mi ribello come posso...
Caro amministratore occulto della mia fidaty ora dimmi chi sono... prugne secche e rosolio (arzilla vecchietta?), 4 salti in padella e vodka (single rampante?), confezione famiglia di merendine e dixan da 5 kg (madre di famiglia?), barrette dietetiche e dietor (cicciona?)...
sabato 28 gennaio 2012
lunedì 23 gennaio 2012
American Tabloid
Non che io sia una fanatica di pettegolezzi ovviamente (anche se compro sempre Grazia UK e Grazia France ultimamente).
La colpa è come sempre di Google News che decide cosa farmi leggere e cosa no.
Comunque, per farla breve, le notizie del giorno (che in realtà ho volutamente fatto finta di ignorare nell'ultima settimana) della mia sezione spettacolo sono:
- Ora è ufficiale: è finita tra Heidi Klum e Seal
- Vanessa Paradis dopo Johnny Depp: l'amore non esiste
Che nella stessa settimana due delle coppie più solide del mondo dello spettacolo saltino contemporaneamente, mi sembra del tutto inaccettabile e intollerabile.
E' come dire che il teorema di Pitagora probabilmente non si regge su solide basi, che i Beatles non hanno fatto la storia della musica del ventesimo secolo e che i dinosauri probabilmente non si sono estinti.
In fondo cosa chiediamo noi comuni mortali al mondo dei gossip? Dei paradigmi di riferimento, credo (e qui Ellroy non potrebbe che assentire), e delle relazioni che funzionino dove la nostra fallisce!
E cosa esisteva di più paradigmatico della ragazzina francese "tres charmante" che abbandonava una pseudo carriera di cantante e attrice per redimere il fascinoso attore maledetto?
O della modella bionda e crucca che sposava il cantante rapper di colore e ci faceva 60 figli tornando perfettamente in forma dopo ogni parto?
Diciamocelo, niente!
Invece anche i gossip ci obbligano ad un bagno di realtà perchè le storie impossibili finiscono sempre.
E non è valido rimanere attaccati, come suggerisce la mia amica Marghi, a Katharine Hepburn e Spencer Tracy... a meno che non vogliate stare per tutta la vita con un uomo sposato (senza poter partecipare neanche al suo funerale).
Ma a pensarci bene la mia disillusione nei confronti delle coppie famose non è nata questa settimana, perchè dopo la seconda separazione tra Sienna Miller e e Jude Law niente ha più avuto senso.
Che sia tempo di smettere di leggere la sezione spettacolo di google news e ritornare alla realtà?
La colpa è come sempre di Google News che decide cosa farmi leggere e cosa no.
Comunque, per farla breve, le notizie del giorno (che in realtà ho volutamente fatto finta di ignorare nell'ultima settimana) della mia sezione spettacolo sono:
- Ora è ufficiale: è finita tra Heidi Klum e Seal
- Vanessa Paradis dopo Johnny Depp: l'amore non esiste
Che nella stessa settimana due delle coppie più solide del mondo dello spettacolo saltino contemporaneamente, mi sembra del tutto inaccettabile e intollerabile.
E' come dire che il teorema di Pitagora probabilmente non si regge su solide basi, che i Beatles non hanno fatto la storia della musica del ventesimo secolo e che i dinosauri probabilmente non si sono estinti.
In fondo cosa chiediamo noi comuni mortali al mondo dei gossip? Dei paradigmi di riferimento, credo (e qui Ellroy non potrebbe che assentire), e delle relazioni che funzionino dove la nostra fallisce!
E cosa esisteva di più paradigmatico della ragazzina francese "tres charmante" che abbandonava una pseudo carriera di cantante e attrice per redimere il fascinoso attore maledetto?
O della modella bionda e crucca che sposava il cantante rapper di colore e ci faceva 60 figli tornando perfettamente in forma dopo ogni parto?
Diciamocelo, niente!
Invece anche i gossip ci obbligano ad un bagno di realtà perchè le storie impossibili finiscono sempre.
E non è valido rimanere attaccati, come suggerisce la mia amica Marghi, a Katharine Hepburn e Spencer Tracy... a meno che non vogliate stare per tutta la vita con un uomo sposato (senza poter partecipare neanche al suo funerale).
Ma a pensarci bene la mia disillusione nei confronti delle coppie famose non è nata questa settimana, perchè dopo la seconda separazione tra Sienna Miller e e Jude Law niente ha più avuto senso.
Che sia tempo di smettere di leggere la sezione spettacolo di google news e ritornare alla realtà?
venerdì 13 gennaio 2012
Pomodori verdi fritti
Ho sempre pensato che i treni con gli scompartimenti fossero molto più divertenti di quelli senza.
Certo ora obietterete dicendo che i secondi sono più comodi, hanno un tavolino decente dove appoggiare il PC, la presa elettrica ecc. ma volete mettere gli incontri che si fanno sui primi?
Ricordo ancora un viaggio da Milano a Varazze in compagnia di un signore che faceva la comparsa negli spot pubblicitari e aveva in valigia, oltre ai baffi finti ed altri gadget per travestirsi durante gli innumerevoli provini in giro per l’Italia, mille foto di quando lavorava nell’avanspettacolo e nel teatri di cabaret in compagnia di Macario o Walter Chiari…
Io avevo 17 anni e lui mi ha raccontato un pezzo di storia d’Italia.
Volete forse paragonare questa esperienza al più contemporaneo e bieco tentativo di sbirciare un film sull’ipad del vicino?
Ma perché questa lunga premessa sui treni vi starete domandando? Perché ci sono seduta sopra e sono in un vero scompartimento.
A parte il desiderio di eliminare fisicamente due ragazze cinesi che non stanno zitte un istante, sto fantasticando sul tizio di fronte, posto finestrino, che trovo molto affascinante (almeno secondo i miei canoni).
Guardami guardami guardami, penso intensamente! E devo dire che lo sta facendo, peccato che non ci sia modo che mi rivolga parola. Devo essere più sfrontata? Dargli un calcio per sbaglio? Se solo si togliesse le cuffie.
Più ci penso e più mi ricorda qualcuno che conosco, ma chi sarà mai? Ora mi sorride sfrontatamente, ma forse solo perché abbiamo lo stesso sense of humor…
Niente siamo arrivati, tempo di scendere. Mi regala un “buona giornata” ed io che sono la donna meno intraprendente del mondo dico “altrettanto”… Poi ognuno per la sua strada…
Sono passate alcune ore ed il tizio del treno non me lo scordo. Ora però ho capito la sensazione di dejà vu... È un attore italiano ed io (che guardo solo film stranieri perchè sono una finta snob) non l’avevo riconosciuto .
White svegliati…
E comunque gran bel mezzo il treno!
domenica 8 gennaio 2012
Ordinett
Quando la vita diventa un gran bel casino, io pulisco e faccio ordine in casa.
Così se passaste da casa mia in questi giorni comprendereste all'istante il mio attuale stato d'animo.
Non paga di aver spolverato anche l'ultimo ripiano della cucina e della libreria, aver scrostato dal calcare la cabina doccia, aver inveito contro la cameriera che a quanto pare ho pagato inutilmente negli ultimi 4 anni, questa mattina ho pensato fosse arrivato il momento di sfoderare e lavare la copertura del divano, che essendo parecchio grande e ad U è un vero lavoraccio.
Nella mia personale scala richter di "la vita è bordello, altro che sueño", la pulizia del divano è seconda solo, come lunga strada verso il delirio, allo spostamento dei mobili della cucina e forse ad appendere i vestiti dell'armadio per gradazione di colore.
Ma d'altra parte se anche voi aveste chiuso il 2011 con un lavoro, una specie di fidanzato e un sellino della bicicletta in meno (che può anche essere piacevole nel caso viviate nella barzelletta delle suore), credo fareste esattamente la stessa cosa.
Un'amica molto saggia (che in crisi col marito è diventata cintura nera di karate) ha detto che la cosa fondamentale, nei momenti di delirio, consiste nel visualizzare una trave e nel tenerla come punto di riferimento.
Io ci ho provato, veramente!, ma sono riuscita a visualizzare solo il vecchio di "metti la cera togli la cera" in Karate Kid che non mi è stato di nessun aiuto.
Che la chiave della serenità sia invece da riporre nel caro Vorwerk Folletto, aspirapolvere feticcio per generazioni di casalinghe, o nel più tecnologico ed avveniristico Dyson?
Libri consigliati del giorno: Lo sporco degli altri, Rafkin e il Dizionario dei luoghi comuni, Flaubert
Musica: Polvere di Enrico Ruggeri
E nel frattempo, occhio ai Golden Globe...
Così se passaste da casa mia in questi giorni comprendereste all'istante il mio attuale stato d'animo.
Non paga di aver spolverato anche l'ultimo ripiano della cucina e della libreria, aver scrostato dal calcare la cabina doccia, aver inveito contro la cameriera che a quanto pare ho pagato inutilmente negli ultimi 4 anni, questa mattina ho pensato fosse arrivato il momento di sfoderare e lavare la copertura del divano, che essendo parecchio grande e ad U è un vero lavoraccio.
Nella mia personale scala richter di "la vita è bordello, altro che sueño", la pulizia del divano è seconda solo, come lunga strada verso il delirio, allo spostamento dei mobili della cucina e forse ad appendere i vestiti dell'armadio per gradazione di colore.
Ma d'altra parte se anche voi aveste chiuso il 2011 con un lavoro, una specie di fidanzato e un sellino della bicicletta in meno (che può anche essere piacevole nel caso viviate nella barzelletta delle suore), credo fareste esattamente la stessa cosa.
Un'amica molto saggia (che in crisi col marito è diventata cintura nera di karate) ha detto che la cosa fondamentale, nei momenti di delirio, consiste nel visualizzare una trave e nel tenerla come punto di riferimento.
Io ci ho provato, veramente!, ma sono riuscita a visualizzare solo il vecchio di "metti la cera togli la cera" in Karate Kid che non mi è stato di nessun aiuto.
Che la chiave della serenità sia invece da riporre nel caro Vorwerk Folletto, aspirapolvere feticcio per generazioni di casalinghe, o nel più tecnologico ed avveniristico Dyson?
Libri consigliati del giorno: Lo sporco degli altri, Rafkin e il Dizionario dei luoghi comuni, Flaubert
Musica: Polvere di Enrico Ruggeri
E nel frattempo, occhio ai Golden Globe...
mercoledì 16 novembre 2011
Edilizia acrobatica
Quando andate in giro per Milano ricordatevi di buttare un occhio verso l'alto... potreste essere così fortunati da vedere dei signori che ridipingono i muri dei palazzi milanesi stando appesi ai tetti come fossero in cordata sulle pareti dell'Everest.
Forse che se hai delle competenze (per quanto astruse) devi imparare a sfruttarle in un modo differente?
Io so fare tramezzini, mettere in ordine i vestiti per colore, dipingere le unghie, usare l'arricciacapelli, baciare (secondo me) bene, comprare vestiti carini spendendo poco, cercare dati su internet, muovere le orecchie, inventare delle favole. Ora devo solo capire come utilizzare queste "arti" in maniera inconsueta.... Oddio mi sembra un po' troppo lateral thinking, non fa per me.
Ovviamente attendo vostre opinioni al riguardo!
PS
Caro amministratore,
non pensa che la facciata del nostro palazzo sia inaccettabilmente sgarrupata? Avrei giusto un fornitore da suggerirle di cui mi fido ciecamente....
Sono dei veri alpinisti prestati alle costruzioni di una società che si chiama "Ediliza Acrobatica" e che sfrutta le tecniche dell'arrampicata per rinforzare cornicioni, sistemare balconi, ridipingere facciate ecc. senza bisogno di ponteggi o piattafrome aeree.
Oltre ad essere mediamente dei gran bei ragazzi, ricordano dei veri funamboli e sembra che si divertano pure parecchio.Io ho quasi sbattuto sul loro furgone nel percorso casa-ufficio e li ho trovati meravigliosi.
Ma siccome ogni incontro non è mai casuale e le cose che non noti una volta possono colpirti incredibilmente la volta successiva, ho iniziato a domandarmi quale fosse il senso dell'apparizione di "Edilizia Acrobatica" nella mia vita.Forse che se hai delle competenze (per quanto astruse) devi imparare a sfruttarle in un modo differente?
Io so fare tramezzini, mettere in ordine i vestiti per colore, dipingere le unghie, usare l'arricciacapelli, baciare (secondo me) bene, comprare vestiti carini spendendo poco, cercare dati su internet, muovere le orecchie, inventare delle favole. Ora devo solo capire come utilizzare queste "arti" in maniera inconsueta.... Oddio mi sembra un po' troppo lateral thinking, non fa per me.
O forse devi eliminare i ponteggi (intesi come sovrastrutture) e imparare a muoverti nella vita in arrampicata libera? Lo so che fa molto new age ma per una razionale come me potrebbe essere un esperimento interessante.
O forse ancora che il cervello è un organo decisamente sopravvalutato e che dovrei smettere di interessarmi a barbosi intellettuali e riconsiderare dei ragazzi con l'elmetto e la canottiera come possibili flirt? Decisamente messaggio poco subliminale ma why not and really hot!Ovviamente attendo vostre opinioni al riguardo!
PS
Caro amministratore,
non pensa che la facciata del nostro palazzo sia inaccettabilmente sgarrupata? Avrei giusto un fornitore da suggerirle di cui mi fido ciecamente....
martedì 4 ottobre 2011
Che farsene del passato?
Partendo dal presupposto che il tempo insegna poco e si è sempre pronti a rifare ogni volta gli stessi identici errori (almeno io), mi chiedo: cosa bisogna farsene del passato?
Io sono sempre stata una grande conservatrice di passato, mi è sempre piaciuto incasellarlo, studiarlo, richiamarlo alla memoria, danzarci nostalgicamente dentro, indipendentemente dal fatto che fosse bello o brutto.
Ho sempre raccolto di ogni viaggio, ma anche di serate qualunque, gli avanzi: biglietti di aerei, metropolitane, vaporetti, cinema, mostre, concerti, scontrini di bar, spiccioli avanzati in altre valute, lettere, post-it, tappi di champagne, polaroid, oggetti che trovo interessanti, articoli ecc.
Per esempio sono molto orgogliosa di un petalo di carta che mi è caduto in testa al concerto di Roger Waters, della locandina della mostra di Grete Sterne sui sogni trovata a Buenos Aires e del biglietto di ingresso a Graceland.
Ma non è che troppo passato fa male, anche se sotto forma di una vecchia candelina sbruciacchiata? Non si rischia di rimanerci impigliati?
E se abbiamo detto che non serve come memento per il futuro, non vale la pena di farne tabula rasa o imparare ad espellerlo come il catarro?
Vi ricordate Strange Days, il film della Bigelow (quella di Point Break per intenderci)?
In quel film la gente poteva rivivere le esperienze passate usando una specie di CD. La complicazione del film è che il passato era quello di altri e veniva spacciato come una droga.
Un paio di mesi fa, prima di partire per le vacanze, ho preso una decisione. Era tempo di eliminare un po' di ricordi e fare di quelli che volevo mantenere un collage.
L'effetto Strange Days si è impossessato di me ed in un solo pomeriggio mi sono trovata a rivivere, attraverso pezzi di carta legno o plastica, tutti i momenti più importanti degli ultimi anni.
Fidanzati, amiche/i, amanti, parenti... tutti si sono accalcati contemporaneamente nella mia stanza spintonando.
La scelta di cosa tenere e cosa buttare è stata abbastanza complicata (ma non più di quello che era stata la mia vita) e alla fine del lavoro ho capito che forse valeva la pena tenerli quasi tutti ma semplicemente un po' più distanti e nella loro bella cornice sul muro...
Come vi ho detto sono passati un paio di mesi e nuove cianfrusaglie si sono accumulate...
Ma per ora stanno bene dove stanno, per il collage c'è ancora tempo...
Io sono sempre stata una grande conservatrice di passato, mi è sempre piaciuto incasellarlo, studiarlo, richiamarlo alla memoria, danzarci nostalgicamente dentro, indipendentemente dal fatto che fosse bello o brutto.
Ho sempre raccolto di ogni viaggio, ma anche di serate qualunque, gli avanzi: biglietti di aerei, metropolitane, vaporetti, cinema, mostre, concerti, scontrini di bar, spiccioli avanzati in altre valute, lettere, post-it, tappi di champagne, polaroid, oggetti che trovo interessanti, articoli ecc.
Per esempio sono molto orgogliosa di un petalo di carta che mi è caduto in testa al concerto di Roger Waters, della locandina della mostra di Grete Sterne sui sogni trovata a Buenos Aires e del biglietto di ingresso a Graceland.
Ma non è che troppo passato fa male, anche se sotto forma di una vecchia candelina sbruciacchiata? Non si rischia di rimanerci impigliati?
E se abbiamo detto che non serve come memento per il futuro, non vale la pena di farne tabula rasa o imparare ad espellerlo come il catarro?
Vi ricordate Strange Days, il film della Bigelow (quella di Point Break per intenderci)?
In quel film la gente poteva rivivere le esperienze passate usando una specie di CD. La complicazione del film è che il passato era quello di altri e veniva spacciato come una droga.
Un paio di mesi fa, prima di partire per le vacanze, ho preso una decisione. Era tempo di eliminare un po' di ricordi e fare di quelli che volevo mantenere un collage.
L'effetto Strange Days si è impossessato di me ed in un solo pomeriggio mi sono trovata a rivivere, attraverso pezzi di carta legno o plastica, tutti i momenti più importanti degli ultimi anni.
Fidanzati, amiche/i, amanti, parenti... tutti si sono accalcati contemporaneamente nella mia stanza spintonando.
La scelta di cosa tenere e cosa buttare è stata abbastanza complicata (ma non più di quello che era stata la mia vita) e alla fine del lavoro ho capito che forse valeva la pena tenerli quasi tutti ma semplicemente un po' più distanti e nella loro bella cornice sul muro...
Come vi ho detto sono passati un paio di mesi e nuove cianfrusaglie si sono accumulate...
Ma per ora stanno bene dove stanno, per il collage c'è ancora tempo...
giovedì 8 settembre 2011
Lovelycuba
E' tempo che vi racconti un po' di Cuba (anzi di Havana che è la mia nuova ossessione), visto che per evidente pigrizia e difficoltà di accesso alla rete sono stata silenziosa più di un mese.
Ma partiamo dall'inizio...
Vagando per Centro Habana, nel secondo giorno di esplorazione, mi sono data a pensieri macroeconomici (ammetto che non avevo ancora visto il giardiniere del Nacional identico a Lenny Kravitz e quindi avevo ancora tempo per pensare a cosa poco serie) e ho deciso che la ricchezza di un paese si puo' misurare dallo spessore della carta igienica, più è sottile più un paese è povero.
Quella cubana è un velo (lo stipendio medio è di circa 30 dollari al mese) e se avete il raffreddore è assolutamente impensabile che possa sostituire i fazzoletti di carta a meno che non usiate tutto il rotolo in contemporanea.
Ripensando anche a viaggi passati penso che il metodo carta igienica sia molto più intuitivo e utile del Mac Index dell'Economist...
Comunque se volete capire qualcosa di più di Cuba rispetto alle mie pseudo folgorazioni vi consiglio di dare un occhio al blog di Yoani Sanchez http://www.desdecuba.com/generaciony/ .
Ma torniamo alle mie inutili cazzate...
Questi sono gli highlights fondamentali che mi sento di condividere con voi:
- ci sono più maestri di salsa ad havana che avvocati a milano
- il daiquiri del floridita vince sul mojito della bodeguita (ma sono in astinenza da entrambi)
- il cocotaxi è il supremo mezzo di locomozione che importerei a milano
- il reggaeton è inascoltabile, la rumba è meglio della salsa
- il film dell'anno è havanastation (sì, sono ossessionati dalle fermate degli autobus ma ora capisco perchè)
- c'è sempre spazio per un sentimiento nuevo
- essere sexy e provocanti è divertente (alla faccia del minimalismo milanese)
- urlare litigando per strada è accettabile (possibilmente bisogna chiedere anche un'opinione ai passanti)
- il cafè literario G su calle 23 al vedado vale una visita
- al Nacional ci vivrei (e non per il giardiniere)
- aspettarsi che un evento straordinario possa cambiarti la vita è normale (siamo in Sud America!)
Tutto il resto è luce e colore, odori e persone, scritte sui muri e case che crollano, perros vaganti e una lentezza che noi abbiamo disimparato...
A presto
Ma partiamo dall'inizio...
Vagando per Centro Habana, nel secondo giorno di esplorazione, mi sono data a pensieri macroeconomici (ammetto che non avevo ancora visto il giardiniere del Nacional identico a Lenny Kravitz e quindi avevo ancora tempo per pensare a cosa poco serie) e ho deciso che la ricchezza di un paese si puo' misurare dallo spessore della carta igienica, più è sottile più un paese è povero.
Quella cubana è un velo (lo stipendio medio è di circa 30 dollari al mese) e se avete il raffreddore è assolutamente impensabile che possa sostituire i fazzoletti di carta a meno che non usiate tutto il rotolo in contemporanea.
Ripensando anche a viaggi passati penso che il metodo carta igienica sia molto più intuitivo e utile del Mac Index dell'Economist...
Comunque se volete capire qualcosa di più di Cuba rispetto alle mie pseudo folgorazioni vi consiglio di dare un occhio al blog di Yoani Sanchez http://www.desdecuba.com/generaciony/ .
Ma torniamo alle mie inutili cazzate...
Questi sono gli highlights fondamentali che mi sento di condividere con voi:
- ci sono più maestri di salsa ad havana che avvocati a milano
- il daiquiri del floridita vince sul mojito della bodeguita (ma sono in astinenza da entrambi)
- il cocotaxi è il supremo mezzo di locomozione che importerei a milano
- il reggaeton è inascoltabile, la rumba è meglio della salsa
- il film dell'anno è havanastation (sì, sono ossessionati dalle fermate degli autobus ma ora capisco perchè)
- c'è sempre spazio per un sentimiento nuevo
- essere sexy e provocanti è divertente (alla faccia del minimalismo milanese)
- urlare litigando per strada è accettabile (possibilmente bisogna chiedere anche un'opinione ai passanti)
- il cafè literario G su calle 23 al vedado vale una visita
- al Nacional ci vivrei (e non per il giardiniere)
- aspettarsi che un evento straordinario possa cambiarti la vita è normale (siamo in Sud America!)
Tutto il resto è luce e colore, odori e persone, scritte sui muri e case che crollano, perros vaganti e una lentezza che noi abbiamo disimparato...
A presto
lunedì 1 agosto 2011
Lista de espera - Juan Carlos Tabìo - Cuba
Cosa succede se un gruppo di cubani aspetta un autobus che non arriva?
Guardate questo film e lo saprete!
Habana mi sta aspettando ed è arrivato il tempo di dichiarare gli obiettivi di questo nuovo itinerario latinoamericano:
- fare finta di parlare spagnolo sibilando le esse come Ser Bis (facile)
- lamentarmi costantentemente del caldo e usarlo come scusa perfetta per non fare assolutamente niente (facilissimo)
- imparare a ballare agitando le chiappe con classe (difficile)
- comprare libri usati (medio)
- capire cosa vuol dire essere cubana (molto difficile)
A proposito di caldo, tutta Milano pare felice di questa interminabile primavera.
Ma se siamo in un clima che prevede 4 diverse stagioni, perchè dovrei essere felice che me ne scippino una? Luglio deve essere un mese in cui non solo si ha caldo ma proprio ci si strazia dal caldo, si boccheggia, non si dorme di notte, non si deve parlare d'altro che di temperatura massima e percepita.
A luglio quando fai l'amore grondi di sudore, vivi sotto la doccia fredda, l'unico cibo tollerabile diventa l'anguria e puoi smettere progressivamente di lavorare.
Se tutto questo non succede come fai a desiderare l'arrivo dell'autunno ed a rendere tollerabile il pensiero dell'inverno?
Milanesi, io proprio non vi capisco!
Guardate questo film e lo saprete!
Habana mi sta aspettando ed è arrivato il tempo di dichiarare gli obiettivi di questo nuovo itinerario latinoamericano:
- fare finta di parlare spagnolo sibilando le esse come Ser Bis (facile)
- lamentarmi costantentemente del caldo e usarlo come scusa perfetta per non fare assolutamente niente (facilissimo)
- imparare a ballare agitando le chiappe con classe (difficile)
- comprare libri usati (medio)
- capire cosa vuol dire essere cubana (molto difficile)
A proposito di caldo, tutta Milano pare felice di questa interminabile primavera.
Ma se siamo in un clima che prevede 4 diverse stagioni, perchè dovrei essere felice che me ne scippino una? Luglio deve essere un mese in cui non solo si ha caldo ma proprio ci si strazia dal caldo, si boccheggia, non si dorme di notte, non si deve parlare d'altro che di temperatura massima e percepita.
A luglio quando fai l'amore grondi di sudore, vivi sotto la doccia fredda, l'unico cibo tollerabile diventa l'anguria e puoi smettere progressivamente di lavorare.
Se tutto questo non succede come fai a desiderare l'arrivo dell'autunno ed a rendere tollerabile il pensiero dell'inverno?
Milanesi, io proprio non vi capisco!
domenica 24 luglio 2011
Life is like a pipe...
... and I go back to black.
Bevo un bicchiere di vino, non ho vodka in casa, scrivo sul mio vecchio PC e celebro la mia cantante preferita degli ultimi 5 anni.
Ma perchè non l'ho messa nelle top 5? ho trovato posto per Alanis Morisette, per i Nouvelle Vague, per Shakira! e mi sono scordata di lei...
Il mio vecchio ipod hurricanato, che funziona solo se sta attaccato alla corrente ma che è un condensato di quanto di meglio ci sia in giro, sta facendo girare (come si dice con gli MP3? io penso sempre in LP) Frank e Back to Black da un paio d'ore e io mi rifiuto di pensare che non arriverà un suo nuovo album.
Tornando a casa in macchina questa sera ho messo la radio aspettandomi un tributo ed invece niente... Gli Spandau Ballet imperversavano (e questo scusate ma è davvero strano... due stazioni diverse che mettono di seguito Throught the barricades e I'll fly for you è quasi incredibile) ma poi è arrivata You are not alone di Michael Jackson e ho pensato "OK ragazza non sei sola neanche questa sera".
Ma perchè ho amato, anzi amo, così tanto Amy?
Perchè mi fa ridere con Fuck me pumps ogni volta che capito davanti al radestky
Perchè avrò cantato back to black almeno mille volte a squarciagola
Per Love is a loosing game and Tears dry on their own
E perchè You know that I am not good è quello che avrei sempre voluto dire
E ora che il vino è finito, e anche le sigarette, posso dire buonanotte Ms Winehouse, eri fottutamente brava.
Midnight celebration...
Bevo un bicchiere di vino, non ho vodka in casa, scrivo sul mio vecchio PC e celebro la mia cantante preferita degli ultimi 5 anni.
Ma perchè non l'ho messa nelle top 5? ho trovato posto per Alanis Morisette, per i Nouvelle Vague, per Shakira! e mi sono scordata di lei...
Il mio vecchio ipod hurricanato, che funziona solo se sta attaccato alla corrente ma che è un condensato di quanto di meglio ci sia in giro, sta facendo girare (come si dice con gli MP3? io penso sempre in LP) Frank e Back to Black da un paio d'ore e io mi rifiuto di pensare che non arriverà un suo nuovo album.
Tornando a casa in macchina questa sera ho messo la radio aspettandomi un tributo ed invece niente... Gli Spandau Ballet imperversavano (e questo scusate ma è davvero strano... due stazioni diverse che mettono di seguito Throught the barricades e I'll fly for you è quasi incredibile) ma poi è arrivata You are not alone di Michael Jackson e ho pensato "OK ragazza non sei sola neanche questa sera".
Ma perchè ho amato, anzi amo, così tanto Amy?
Perchè mi fa ridere con Fuck me pumps ogni volta che capito davanti al radestky
Perchè avrò cantato back to black almeno mille volte a squarciagola
Per Love is a loosing game and Tears dry on their own
E perchè You know that I am not good è quello che avrei sempre voluto dire
E ora che il vino è finito, e anche le sigarette, posso dire buonanotte Ms Winehouse, eri fottutamente brava.
Midnight celebration...
venerdì 15 luglio 2011
Le TOP 5 per affrontare ogni situazione
Non so se sia colpa dell'estate ma in questi giorni non faccio che discutere di relazioni amorose, tanto che ho smesso di comprare "CHI" perchè è molto più interessante quello che succede nella mia cerchia di amici.
Flirt, fling, tradimenti, coppie che si separano, coppie che tornano insieme, coppie inossidabili, coppie dai piedi d'argilla, telefonate che non arrivano, e-mail infuocate, sms sibillini, pianti lacrime e risate... tutto nella norma ovviamente ma aumentato in maniera esponenziale rispetto al freddo inverno.
Ho pensato quindi di fornirvi una specie di vademecum musicale per affrontare "la stagione dell'amore"!
Situazione n° 1, cuore spezzato, durata massima della playlist onde evitare il suicidio 1 settimana:
1) Canzone dell'amore perduto - De Andrè
2) This mess we're in - PJ Harvey e T. Yorke
3) Love is a losing game - Amy Winehouse
4) The gloaming - Radiohead
5) You oughta know - Alanis Morisette
Situazione n° 2, inizio della lenta ripresa ma ancora un po' di rancore, durata massima a scelta
1) Every day I love you less and less - Kaiser Chiefs
2) Dancin with myself - Nouvelle Vague
3) I don't know what I can save you from - Kings of Convenience
4) Guess I am doing fine - Beck
5) Le vent nous portera - Noir desire
Situazione n°3, in preda alla stupidera e possibilmente nel mezzo di un fling passatempo, durata massima a scelta
1) If you love somebody set them free - Sting
2) Indipendent woman - Destiny's Child
3) Holding out for a hero - Bonnie Tyler
4) 50 ways to leave your lover - Paul Simon
5) Loca - Shakira
Situazione n°4, testa tra le nuvole e seria possibilità di innamorarsi nuovamente, durata massima un paio di mesi
1) Into my arms - Nick Cave
2) Eu sei que vou te amar - Maria Creuza e Toquinho
3) Hey that's no way to say goodbye - Leonard Cohen
4) For once in my life - Stevie Wonder
5) I like - The Divine Comedy (ma non guardate il video, perchè vi schiantate dal ridere ma è decisamente poco romantico)
Occhio che poi si riparte dalla playlist n°1...
Comuqnue non sapete che fatica ho fatto a fare queste TOP 5 e più le rileggo meno mi convincono. Non ho messo i Beatles e mille altri che dovrebbero entrare immediatamente. Ma se ci penso ancora mi si paralizza il cervello quindi sia quel che sia...
Aspetto al più presto vostre TOP 5
Buon weekend!!!!!!!!!!!!
PS
Consiglio vivamente un libro il cui titolo è abbastanza indicativo "Fallo felice", non servirà a gestire le pene d'amore (ops) ma a farvi 4 risate sicuramente!
Flirt, fling, tradimenti, coppie che si separano, coppie che tornano insieme, coppie inossidabili, coppie dai piedi d'argilla, telefonate che non arrivano, e-mail infuocate, sms sibillini, pianti lacrime e risate... tutto nella norma ovviamente ma aumentato in maniera esponenziale rispetto al freddo inverno.
Ho pensato quindi di fornirvi una specie di vademecum musicale per affrontare "la stagione dell'amore"!
Situazione n° 1, cuore spezzato, durata massima della playlist onde evitare il suicidio 1 settimana:
1) Canzone dell'amore perduto - De Andrè
2) This mess we're in - PJ Harvey e T. Yorke
3) Love is a losing game - Amy Winehouse
4) The gloaming - Radiohead
5) You oughta know - Alanis Morisette
Situazione n° 2, inizio della lenta ripresa ma ancora un po' di rancore, durata massima a scelta
1) Every day I love you less and less - Kaiser Chiefs
2) Dancin with myself - Nouvelle Vague
3) I don't know what I can save you from - Kings of Convenience
4) Guess I am doing fine - Beck
5) Le vent nous portera - Noir desire
Situazione n°3, in preda alla stupidera e possibilmente nel mezzo di un fling passatempo, durata massima a scelta
1) If you love somebody set them free - Sting
2) Indipendent woman - Destiny's Child
3) Holding out for a hero - Bonnie Tyler
4) 50 ways to leave your lover - Paul Simon
5) Loca - Shakira
Situazione n°4, testa tra le nuvole e seria possibilità di innamorarsi nuovamente, durata massima un paio di mesi
1) Into my arms - Nick Cave
2) Eu sei que vou te amar - Maria Creuza e Toquinho
3) Hey that's no way to say goodbye - Leonard Cohen
4) For once in my life - Stevie Wonder
5) I like - The Divine Comedy (ma non guardate il video, perchè vi schiantate dal ridere ma è decisamente poco romantico)
Occhio che poi si riparte dalla playlist n°1...
Comuqnue non sapete che fatica ho fatto a fare queste TOP 5 e più le rileggo meno mi convincono. Non ho messo i Beatles e mille altri che dovrebbero entrare immediatamente. Ma se ci penso ancora mi si paralizza il cervello quindi sia quel che sia...
Aspetto al più presto vostre TOP 5
Buon weekend!!!!!!!!!!!!
PS
Consiglio vivamente un libro il cui titolo è abbastanza indicativo "Fallo felice", non servirà a gestire le pene d'amore (ops) ma a farvi 4 risate sicuramente!
martedì 12 luglio 2011
A lady of a certain age
Prendo in prestito il titolo di una canzone di The Divine Comedy per parlarvi del mio approccio old style con la tecnologia. A proposito di The Divine Comedy, saranno in un luogo sperduto vicino a Pordenone il 31 luglio e se qualcuno vuol venire si faccia avanti!
Tornando alla tecnologia, devo confessarvi che odio Google+ anche senza averlo provato.
Quello che mi piaceva di Google era che faceva benissimo il suo lavoro di motore di ricerca, basandosi su un ingegnoso e complessissimo algoritmo di cui ero una devota ammiratrice.
Nella mia perversa fantasia l'algoritmo di Google era efficiente come gli aiutanti di babbo natale e risolveva tutti i miei problemi in modo affidabile e neutrale. E quando per cambiare amministratore delegato hanno scritto su twitter: Adult Supervision No Longer Needed, ho pensato "Google ti amo".
Ma dovevo capire che c'era una fregatura! Per quanto tempo ci si può fidare di un algoritmo?
E così mi sono distratta un istante e lui ha iniziato:
Ma ora che vuole trasformarsi in un social network dico: BASTA! Questo è troppo! Non puoi rimanere un motore di ricerca? Giuro che non diventerò mai tua schiava anche a costo di sentirmi isolata dal resto del mondo.
E non pensiate che parlo così solo perchè nessuno mi ha mandato l'invito....
Chiudo con due note:
- Woody Allen sta girando a Roma un film ispirato al Decamerone (secondo me avrà la stessa leggerezza di Commedia sexy in una notte di mezza estate) quindi bisogna riguardarsi il Decameron di Pasolini, giusto per non dimenticarsi che una volta sapevamo fare cinema
- Vi prego spiegatemi cosa succede a Monza con i tre ministeri perchè non l'ho ancora capito
That's life!
Tornando alla tecnologia, devo confessarvi che odio Google+ anche senza averlo provato.
Quello che mi piaceva di Google era che faceva benissimo il suo lavoro di motore di ricerca, basandosi su un ingegnoso e complessissimo algoritmo di cui ero una devota ammiratrice.
Nella mia perversa fantasia l'algoritmo di Google era efficiente come gli aiutanti di babbo natale e risolveva tutti i miei problemi in modo affidabile e neutrale. E quando per cambiare amministratore delegato hanno scritto su twitter: Adult Supervision No Longer Needed, ho pensato "Google ti amo".
Ma dovevo capire che c'era una fregatura! Per quanto tempo ci si può fidare di un algoritmo?
E così mi sono distratta un istante e lui ha iniziato:
- a scandagliare le mie ricerche e a suggerirmi i risultati in base ai miei presunti gusti (considerato che il 90% delle ricerche che faccio sono per lavoro, sono sicura che pensi che sia schizzofrenica)
- a suggerirmi fastidiose pubblicità nelle mie email personali
- a visualizzare le news e i video che secondo lui mi interessano (malauguratamente non riesco a convincerlo che il GF e justin bieber non voglio vederli!)
Ma ora che vuole trasformarsi in un social network dico: BASTA! Questo è troppo! Non puoi rimanere un motore di ricerca? Giuro che non diventerò mai tua schiava anche a costo di sentirmi isolata dal resto del mondo.
E non pensiate che parlo così solo perchè nessuno mi ha mandato l'invito....
Chiudo con due note:
- Woody Allen sta girando a Roma un film ispirato al Decamerone (secondo me avrà la stessa leggerezza di Commedia sexy in una notte di mezza estate) quindi bisogna riguardarsi il Decameron di Pasolini, giusto per non dimenticarsi che una volta sapevamo fare cinema
- Vi prego spiegatemi cosa succede a Monza con i tre ministeri perchè non l'ho ancora capito
That's life!
lunedì 4 luglio 2011
Morena Tropicana
Confesso che sono abbronzata e che non so perchè ciò accada.
Lo dico perchè lo sport preferito dai milanesi in questo periodo è chiedermi come mai io sia così abbronzata e mi trovo sempre impreparata a rispondere (immagino sia una questione di melatonina).
Come quando mi chiedono perchè ho un rinoceronte tatuato sul braccio (è stata una scelta estemporanea) ma non potendo rispondere non lo so o non me lo ricordo (nessuno ci crede) dico che ho visto in San Marco a Venezia un mosaico con un rinoceronte e me ne sono innamorata.
Questo per dire che non sempre c'è una ragione nelle scelte, che la maggior parte delle cose ci capitano in modo assolutamente casuale ed il caso e l'entropia ci governano. Almeno io e Woody la pensiamo così, non so voi!
Ma torniamo a Morena Tropicana (che ovviamente è un po' come mi sento o come vorrei essere, dipende dai giorni). Morena Tropicana è una canzone brasiliana ed è nella mia top 10 da sempre. Spero che l'abbiate già ascoltata ma se non lo avete ancora fatto: fatelo!
Possibilmente fatelo in una di quelle torride serate in cui si suda anche rimanendo immobili, preparatevi una capirinha e piazzatevi sul balcone ad occhi chiusi, facendo tintinnare il ghiaccio nel bicchiere.
Ascoltatela molte volte di seguito (è una specie di cantilena) fino a quando non saprete cantare "Linda morena, fruta de vez, temporana -Caldo de cana-caiana, vou te desfrutar" come se il portoghese fosse la vostra madrelingua. A quel punto vi sentirete un succulento frutto tropicale e la parte bella dell'estate (ed anche un po' della vita) sarà con voi almeno per i successivi 30 minuti.
Ho imparato che c'è un tempo per il silenzio e un tempo per le parole.
Indovinate in quale sono?
Lo dico perchè lo sport preferito dai milanesi in questo periodo è chiedermi come mai io sia così abbronzata e mi trovo sempre impreparata a rispondere (immagino sia una questione di melatonina).
Come quando mi chiedono perchè ho un rinoceronte tatuato sul braccio (è stata una scelta estemporanea) ma non potendo rispondere non lo so o non me lo ricordo (nessuno ci crede) dico che ho visto in San Marco a Venezia un mosaico con un rinoceronte e me ne sono innamorata.
Questo per dire che non sempre c'è una ragione nelle scelte, che la maggior parte delle cose ci capitano in modo assolutamente casuale ed il caso e l'entropia ci governano. Almeno io e Woody la pensiamo così, non so voi!
Ma torniamo a Morena Tropicana (che ovviamente è un po' come mi sento o come vorrei essere, dipende dai giorni). Morena Tropicana è una canzone brasiliana ed è nella mia top 10 da sempre. Spero che l'abbiate già ascoltata ma se non lo avete ancora fatto: fatelo!
Possibilmente fatelo in una di quelle torride serate in cui si suda anche rimanendo immobili, preparatevi una capirinha e piazzatevi sul balcone ad occhi chiusi, facendo tintinnare il ghiaccio nel bicchiere.
Ascoltatela molte volte di seguito (è una specie di cantilena) fino a quando non saprete cantare "Linda morena, fruta de vez, temporana -Caldo de cana-caiana, vou te desfrutar" come se il portoghese fosse la vostra madrelingua. A quel punto vi sentirete un succulento frutto tropicale e la parte bella dell'estate (ed anche un po' della vita) sarà con voi almeno per i successivi 30 minuti.
Ho imparato che c'è un tempo per il silenzio e un tempo per le parole.
Indovinate in quale sono?
mercoledì 2 marzo 2011
Lady Gaga vs Shakira
Ossia San Paolo vs Buenos Aires....
San Paolo è piena di energia, pronta a conquistare il mondo e non si preoccupa di dirlo in maniera sfrontata mentre Buenos Aires ti accoglie con i suoi ritmi lenti e la sua luce, Buenos Aires pensa di averlo già conquistato il mondo e ora se lo vuole solo godere. San Paolo esperimenta, inventa, crea e distrugge ed è il qui e l'ora, Buenos Aires recupera, aggiusta, rattoppa e aspetta che qualcun altro lo faccia al suo posto... Buenos Aires espera che è un po' aspetta e un po' spera.
Io e la Vale siamo una coppia collaudatissima...
Arrivate in aeroporto siamo state accolte da un cartello con una crasi dei nostri due cognomi (Bianco e Cabianca) per l'occasione trasformati in un perfetto Blanca.
Elenco dei memorabilia:
- farsi fare le mani a San Paolo, giriamo da una settimana con un eccessivo rosso fuoco che ci piace molto
- mangiare a Liberdade, il quartiere giapponese sempre a San Paolo, affogando la faccia in una pozza quadrata di sake e ottenere che conservino le tue bacchette per future visite
- pensare che "y tu mama tambien" invece che in Messico sarebbe perfetto anche per Buenos Aires
- bere chandòn ossia un finto champagne argentino
- sbronzarsi al miliòn ossia un bar dentro un palazzo liberty nella zona di recoleta
- leggere ad alta voce i cognomi argentini, come un mantra, perchè già leggendoli ti mettono di buon umore
San Paolo è piena di energia, pronta a conquistare il mondo e non si preoccupa di dirlo in maniera sfrontata mentre Buenos Aires ti accoglie con i suoi ritmi lenti e la sua luce, Buenos Aires pensa di averlo già conquistato il mondo e ora se lo vuole solo godere. San Paolo esperimenta, inventa, crea e distrugge ed è il qui e l'ora, Buenos Aires recupera, aggiusta, rattoppa e aspetta che qualcun altro lo faccia al suo posto... Buenos Aires espera che è un po' aspetta e un po' spera.
Io e la Vale siamo una coppia collaudatissima...
Arrivate in aeroporto siamo state accolte da un cartello con una crasi dei nostri due cognomi (Bianco e Cabianca) per l'occasione trasformati in un perfetto Blanca.
Elenco dei memorabilia:
- farsi fare le mani a San Paolo, giriamo da una settimana con un eccessivo rosso fuoco che ci piace molto
- mangiare a Liberdade, il quartiere giapponese sempre a San Paolo, affogando la faccia in una pozza quadrata di sake e ottenere che conservino le tue bacchette per future visite
- pensare che "y tu mama tambien" invece che in Messico sarebbe perfetto anche per Buenos Aires
- bere chandòn ossia un finto champagne argentino
- sbronzarsi al miliòn ossia un bar dentro un palazzo liberty nella zona di recoleta
- leggere ad alta voce i cognomi argentini, come un mantra, perchè già leggendoli ti mettono di buon umore
Per il resto del tempo abbiamo dovuto lavorare...
Ma contiamo di recuperare nei prossimi due giorni in cui saremo molto più tranquille...
Hasta luego chicos!
![]() |
| Gatto nero del Miliòn |
domenica 20 febbraio 2011
Bastardo
Disse Anna Tatangelo riferendosi al suo parrucchiere...
E tutto il resto (di questo festival appena concluso) è noia come direbbe Franco Califano.
Piccoli consigli per affrontare la fine dell'inverno e aspettare l'arrivo della "mai tanto attesa come quest'anno" primavera:
- Leggete Ali Smith, ucciderei per scrivere come lei
- Non usate nella stessa canzone: ragazzi, ragazze, piazze, libri, idee, farfalle, signori del dolore, notte buia che finirà perchè rischiate di vincere san remo e prendere un 10 da luzzato fegiz ma io penserò che siete delle gran facce di culo
- Se dovete andare a loreto e abitate tra pagano e sant'agostino usate la linea rossa, è mille volte più veloce e ci ho messo 2 anni a scoprirlo
- Ascoltate Nick Drake ma con moderazione e state molto attenti a come lo abbinate
- Comprate solo piante che vi piacciono molto, moriranno prima ma non rischierete di avere in casa per millenni una pianta che detestate (e bagnandola non la guarderete con odio)
- Leggete l'articolo sugli oscar di D di questa settimana e ditemi se siete d'accordo sul massacro che fanno del Discorso del Re (io lo vedrò domani)
- Riguardate Harold e Maude, andate a piantare la pianta che odiate in un bosco e poi mettete in scena uno spettacolare finto suicidio...
Direi che così può bastare... Aspetto ovviamente i vostri consigli!
Nel frattempo capita che stia facendo nuovamente la valigia (questa volta rigorosamente a mano) e mi volatilizzi per una decina di giorni tra San Paolo e Buenos Aires, con la scusa di dover lavorare.
Tra samba e tango, verdi milonghe e caipirina al posto dell'hurricane sono proprio curiosa di scoprire quando il Sud America sia Hot Hot Hot!
E tutto il resto (di questo festival appena concluso) è noia come direbbe Franco Califano.
Piccoli consigli per affrontare la fine dell'inverno e aspettare l'arrivo della "mai tanto attesa come quest'anno" primavera:
- Leggete Ali Smith, ucciderei per scrivere come lei
- Non usate nella stessa canzone: ragazzi, ragazze, piazze, libri, idee, farfalle, signori del dolore, notte buia che finirà perchè rischiate di vincere san remo e prendere un 10 da luzzato fegiz ma io penserò che siete delle gran facce di culo
- Se dovete andare a loreto e abitate tra pagano e sant'agostino usate la linea rossa, è mille volte più veloce e ci ho messo 2 anni a scoprirlo
- Ascoltate Nick Drake ma con moderazione e state molto attenti a come lo abbinate
- Comprate solo piante che vi piacciono molto, moriranno prima ma non rischierete di avere in casa per millenni una pianta che detestate (e bagnandola non la guarderete con odio)
- Leggete l'articolo sugli oscar di D di questa settimana e ditemi se siete d'accordo sul massacro che fanno del Discorso del Re (io lo vedrò domani)
- Riguardate Harold e Maude, andate a piantare la pianta che odiate in un bosco e poi mettete in scena uno spettacolare finto suicidio...
Direi che così può bastare... Aspetto ovviamente i vostri consigli!
Nel frattempo capita che stia facendo nuovamente la valigia (questa volta rigorosamente a mano) e mi volatilizzi per una decina di giorni tra San Paolo e Buenos Aires, con la scusa di dover lavorare.
Tra samba e tango, verdi milonghe e caipirina al posto dell'hurricane sono proprio curiosa di scoprire quando il Sud America sia Hot Hot Hot!
lunedì 7 febbraio 2011
Varie ed eventuali
Ci sono volte nelle quali la vita si impossessa di te e ti obbliga a fare delle scelte in modo quasi inconsapevole.
Il pensiero razionale, infatti, ti suggerirebbe che quella che stai per compiere è un'emerita cazzata ma nel contempo si materializza dentro di te una specie di spirito della sfida che prende il sopravvento e ti fa compiere gesti inconsulti solo per dimostrarti che i tuoi limiti possono essere superati.
Questa in realtà è una visione romantica ed edulcorata di quello che normalmente succede quando lo spirito della vita si impossessa della tua anima perchè molto spesso più che superare i tuoi limiti cadi sonoramente col culo per terra.
Dovete sapere che oggi lo spirito della vita si è impossessato di me svariate volte tanto che ho finito per uscire dalla feltrinelli con l'aleph e la recherche.
Ora, qualsiasi persona vagamente sana di mente sa che leggere proust e borges (specialmente all'unisono) è una scelta rischiosa quanto camminare su un filo tra due grattacieli, quanto fare una maratona cinematografica antonioni più pasolini (o visconti a scelta), quanto pensare che l'amore duri tutta la vita.
Diciamoci la verità, sono come sempre a un passo dal culo per terra, ma vi terrò aggiornati.
Lungo il cammino verso la libreria, ipod shuffle alle orecchie e occhiali vintage da mosca, ho sentito una canzone, che non so bene come sia finita nel mio meraviglioso riproduttore musicale rosa shocking (dovevo essere attaccata alla bottiglia di vodka per mettercela), e che dice testuali parole:
you say the best, when you say nothing at all.
Stiamo parlando di una canzone d'amore composta per notting hill, non per figli di un dio minore... e tutto quello che è venuto in mente al cantante (che ci giurerei proviene da una boy band di cui non ricordo il nome) consiste in: "dai il meglio di te quando stai zitta" o se proprio vogliamo essere letterali "dici le cose migliori quando non dici proprio niente".
Certo, tutto il resto della canzone poi è una sbrodolata di frasi romantiche e probabilmente il senso della frase incriminata deve essere un po' reinterpretato tipo: indipentemente da quello che dici io ti amo, oppure, non c'è bisogno che tu dica nulla perchè sei fantastica anche se stai in silenzio...
Ma non riesco a togliermi dalla testa che chi l'ha scritta (oltre a scrivere pessime canzoni) sia uno stronzo misogino!
E se invece fosse vero?
Il pensiero razionale, infatti, ti suggerirebbe che quella che stai per compiere è un'emerita cazzata ma nel contempo si materializza dentro di te una specie di spirito della sfida che prende il sopravvento e ti fa compiere gesti inconsulti solo per dimostrarti che i tuoi limiti possono essere superati.
Questa in realtà è una visione romantica ed edulcorata di quello che normalmente succede quando lo spirito della vita si impossessa della tua anima perchè molto spesso più che superare i tuoi limiti cadi sonoramente col culo per terra.
Dovete sapere che oggi lo spirito della vita si è impossessato di me svariate volte tanto che ho finito per uscire dalla feltrinelli con l'aleph e la recherche.
Ora, qualsiasi persona vagamente sana di mente sa che leggere proust e borges (specialmente all'unisono) è una scelta rischiosa quanto camminare su un filo tra due grattacieli, quanto fare una maratona cinematografica antonioni più pasolini (o visconti a scelta), quanto pensare che l'amore duri tutta la vita.
Diciamoci la verità, sono come sempre a un passo dal culo per terra, ma vi terrò aggiornati.
Lungo il cammino verso la libreria, ipod shuffle alle orecchie e occhiali vintage da mosca, ho sentito una canzone, che non so bene come sia finita nel mio meraviglioso riproduttore musicale rosa shocking (dovevo essere attaccata alla bottiglia di vodka per mettercela), e che dice testuali parole:
you say the best, when you say nothing at all.
Stiamo parlando di una canzone d'amore composta per notting hill, non per figli di un dio minore... e tutto quello che è venuto in mente al cantante (che ci giurerei proviene da una boy band di cui non ricordo il nome) consiste in: "dai il meglio di te quando stai zitta" o se proprio vogliamo essere letterali "dici le cose migliori quando non dici proprio niente".
Certo, tutto il resto della canzone poi è una sbrodolata di frasi romantiche e probabilmente il senso della frase incriminata deve essere un po' reinterpretato tipo: indipentemente da quello che dici io ti amo, oppure, non c'è bisogno che tu dica nulla perchè sei fantastica anche se stai in silenzio...
Ma non riesco a togliermi dalla testa che chi l'ha scritta (oltre a scrivere pessime canzoni) sia uno stronzo misogino!
E se invece fosse vero?
venerdì 4 febbraio 2011
Blackberry Botox
Ieri sera ho rivisto uno dei miei film preferiti di tutti i tempi: Manhattan… ma giuro che non userò questo spazio per scriverne una critica osannante!
Anche perché di Manhattan e Woody Allen è stato già detto tutto il tuttibile e io non valgo un’unghia del Mereghetti (e poi non ho mai visto Metropolis né un film di Charlie Chaplin per intero, credo, e mi sarei suicidata su un paio di film neorealisti...).
Vi dico solo che nell’ultimo dialogo tra Isaac e Mary, c’è la mia frase del secolo. Scopritela voi ma vi avviso che dovete conoscermi estremamente bene.
Non vi è venuta una voglia irresistibile di affittarvi il film e poi giocare alle 10 cose per cui valga la pena vivere? Custodisco gelosamente il mio elenco per un altro post quando sarò a secco di ispirazione.
Voi sapete che quei geni di google vi mandano le news in base a quello che leggete e che pensano possa interessarvi vero? Se tenete conto di questo potrete capire perchè nella sezione tecnologia io trovi news su sesso e intelligenza emotiva o utilizzo di smartphone e invecchiamento precoce.
Che i mezzi di comunicazione fossero una fregatura l'ho sempre pensato, a partire da quando guardavo il telefono a disco con prolunga di 10 metri attendendo supplicante che suonasse.
Negli anni poi le cose si sono ulteriormente complicate al punto tale che potendo essere contatta su telefono fisso, mobile, svariate email, skype ecc. ho smesso completamente di angosciarmi ... la dispersione di energia richiesta per mantenere tutto sotto controllo e l'ansia derivante dal mutismo contemporaneo di tutti gli apparecchi mi porterebbero velocemente a morte certa. Quindi centellino i mezzi comunicazione, oggi scelgo il cellulare, domani controllo skype, dopodomani sbircio l'email di hotmail...
Ma torniamo all'argomento principale: gli smartphone fanno venire le rughe.
Cito testualmente:
"L’allarme, rivolto in particolare alle donne, è stato lanciato dal chirurgo plastico inglese Jean-Louis Sebagh in un’intervista rilasciata al London Evening Standard. Il dottor Sebagh, che annovera tra i suoi clienti la top model Candy Crawford, sostiene che la presenza di rughe precoci sul volto di molte donne è dovuta all’abitudine di aggrottare continuamente le sopracciglia per mettere a fuoco SMS o i messaggi di posta elettronica visualizzati sul display dello smartphone, sia esso un iPhone o un Blackberry.
La tensione cui viene sottoposta la zona posta intorno agli occhi e la fronte finisce per causare rughe, zampe di gallina e persino un precoce invecchiamento cutaneo. Sebagh afferma peraltro che il fenomeno è in costante aumento e che sono sempre di più le giovanissime che ricorrono al botox per appianare le rughe (questo tipo di intervento è stato per l’appunto soprannominato “Blackberry botox”). Il fenomeno è confermato anche dall’estetista Nichola Joss, che ha constatato un aumento delle rughe nelle sue clienti negli ultimi 18 mesi, anche se al posto di iniezioni da botox consiglia un semplice massaggio quotidiano del viso per risolvere il problema."
Come correre ai ripari mi sono chiesta, a parte un "Extreme Makeover White Edition"?
Ricorrere a un mega schermo per la visualizzazione di sms e email? Scomodo all'aperto
Inventare un software parlante che legga i messaggi? Imbarazzante in pubblico
Affittare un omino che legga per me? (a quanto pare gli uomini non ne soffrono..) Dispendioso
Smettere di usare il Blackberry? Autoesiliante
Insomma non riesco a trovare una soluzione....
giovedì 27 gennaio 2011
Milano
Ieri un amico mi ha detto che stava leggendo un libro su Milano.
Io, che non faccio che comprare libri che parlano di cose che non conosco, mi sono chiesta il perché di questa scelta.
Perché leggere un libro che ti parla della città in cui vivi e che ti sembra non riservi sorprese?
Ovviamente gliel’ho chiesto… e lui ha risposto “perché Milano mi assomiglia”.
Ho provato allora a farmi spiegare in che modo Milano lo rappresentasse ma sono stata immediatamente zittita … Mica uno ti racconta per telefono quello che pensa di se stesso o sbaglio?
Un altro invece mi chiama domenica mattina e mi dice sono appena sceso dal Duomo perché non ci salivo da quando ero bambino.
A parte il fatto che colleziono amici un po’ fuori di testa… Cosa penso di Milano? C’è un motivo per cui valga la pena viverci?
Milano per me è fondamentalmente piatta con doppia accezione: piatta nel senso che è in piano ed è facile andarci in bicicletta e piatta perché non è particolarmente interessante. Nel primo caso mi sento un po’ di assomigliarle (questione di tette sparite).
E’ decisamente fredda e grigia, almeno questa mattina.
E’ poco appariscente se non un paio di volte l’anno in cui tira fuori il meglio di sé.
Si dimentica spesso di essere accogliente ma ha bellissimi vecchi bar, dove fanno il bianco spruzzato che però io non prendo mai perché non mi piace il Campari.
Sembra sempre di corsa ma è un po’ una farsa, le piace più sembrare affannata che esserlo veramente.
Dicono sia ben ubicata: la maggior parte di coloro che hanno vissuto in altre città e poi sono ritornati qui sostengono che uno dei motivi per viverci sia che è vicina a campagna, lago, mare o montagna.
Ma perché dovrei vivere in un posto che annovera tra le sue qualità principali il fatto che sia facile evaderne?
Non sarebbe meglio stare in un posto, anche scomodo, ma dal quale non hai voglia di scappare ogni fine settimana?
Alla fine per trovare un motivo, se non per decidere di rimanere ad oltranza, almeno per non andarmene istantaneamente, sono ricorsa alle parole di un bolognese…
domenica 23 gennaio 2011
14 febbraio vs 15 febbraio
“Lo sai che il 15 febbraio è la giornata dei single?” mi chiede telefonicamente Cecilia che è sempre un ottimo spunto per i miei post.
“No, non lo sapevo” rispondo io. Segue l’inevitabile risposta della mia amica: “L’ho visto su google”…
Cavoli, cosa so del 15 febbraio penso io? So ad esempio che inizia il festival di San Remo e che si è oltre la metà del mese perché febbraio ha solo 28 giorni o 29 al massimo, che il carnevale di Rio è in pieno svolgimento e che gli Oscar sono nell’aria… Molto bene!
Ma che qualche perverso personaggio in giro per il mondo avesse deciso di istituire una giornata dei single dopo la festa degli innamorati proprio mi era completamente sfuggito.
Così, pur partendo dal presupposto che le giornate dedicate a qualcosa come l’8 marzo mi hanno sempre dato sui nervi (continuo a rivendicare il diritto di non essere trattata come un panda in via d’estinzione solo perché sono una donna) e che mi sono sempre astenuta dal festeggiare San Valentino, ho provato a capire se avrei preferito celebrare il 14 o il 15 febbraio (nel caso in cui avessi deciso di farlo per una volta) facendo un accurato elenco dei possibili vantaggi dell’essere single o in coppia.
Primo vantaggio dell’essere single che mi è balzato in mente e che nel mio immaginario batteva di gran lunga tutti gli altri: non devi vestirti decentemente quando torni a casa stanca morta e vuoi solo sbatterti sul divano a vedere un film.
A pensarci bene però, questo, almeno per me, non è proprio un gran vantaggio; non solo perché il mio look per le serate a due non si è mai minimamente avvicinato a quello di una regina del burlesque ma anche perché di solito giro per casa dei miei fidanzati indossando i vestiti presi in prestito dal loro armadio.
Il che può risultare molto sexy (in particolare durante l’estate o se sei Julia Roberts in Pretty Woman) a meno che tu non abbia un fidanzato di 25 cm più alto di te che ti presta, con un sorriso diabolico i pantaloni della sua tuta di pile blu ormai dismessa e recuperata dal fondo dell’armadio…
Il problema è che dopo aver passato 48 ore ad elencare fondamentalmente una marea di cazzate tipo fare sesso con degli affascinanti sconosciuti (vantaggio dell’essere single), delegare la preparazione della cena (vantaggio dell’essere in coppia), dormire incollata al tuo compagno nelle notti invernali (vantaggio dell’essere in coppia), avere più tempo per i propri interessi (vantaggio dell’essere single) ecc. ho capito che questo sterile ragionamento non mi avrebbe aiutato a scegliere.
Allora mi sono concessa una navigazione controllata nei ricordi e mi sono accorta che devo, a chi ha voluto, o a cui forse è solamente toccato in sorte, attraversare un pezzo della sua vita con me, molte delle cose che ho imparato a conoscere e ad amare e che devo a me stessa molte delle cose che ho realizzato.
Così, che ci capiti di festeggiare il 14 o il 15 non è poi così importante… alla fine dei conti l’anno successivo si può essere sempre dall’altra parte della barricata.
Quello che conta veramente è avere spazio nella borsa per una camicia da notte che non ti faccia sembrare una zingara a meno che il mondo gitano non sia una tua passione (per me lo è, quindi temo che il mio look notturno rimarrà ostinatamente preso in prestito)!
![]() |
| conto per il 2012 di fregare dal suo armadio |
giovedì 20 gennaio 2011
Il software come metafora della vita
Oggi parliamo di informatica... OK non spaventatevi! non è così noioso come sembra (anche se la mia amica Cecilia non è particolarmente d'accordo con questa affermazione). In particolare vorrei discutere di aggiornamenti (o nuove release come dicono quelli che ci capiscono) di programmi, applicativi, software o come cavolo si chiamano quei cosi che dovrebbero migliorare le prestazioni del tuo PC.
Fatto sta che ogni volta che chiedo a quelli che lavorano nel mio ufficio IT come mai non posso fare una cosa con un benedetto programma loro invariabilmente rispondono: la potresti fare se avessi la nuova release ma visto che hai quella vecchia...
A parte il fatto che Microsoft e soci già ti fregano in partenza perchè chiamano l'ultima versione di un programma con il nome dell'anno successivo a quello in corso (ad esempio sharepoint 2010 in realtà è del 2009) e secondo me lo fanno per farti sentire già indietro...
Dicevo... a parte questo piccolo problema, non è che la tecnologia, che mi è sempre sembrata completamente avulsa dalla vita, non ne sia in realtà una perfetta metafora?
Non è che alla fine vivo sempre nella release precedente rispetto a quella in cui dovrei essere? Ed è così grave rimanere costantemente in ritardo?
In fondo aggiornare, imparare a gestire le modifiche, usare nuovi tasti è anche una gran fatica... E spesso le release successive sono peggiori delle precendenti (guarda cosa è successo con Vista)...
Non conviene quindi rimanere in ciò che si conosce bene? E se poi magari ti perdi proprio quella versione che rende il tuo PC (o la tua vita) un bolide e fai molte più cose interessanti? E se esistesse l'aggiornamento perfetto oppure se non esistesse per niente e l'aggiornamento perfetto fosse quello che hai già scaricato?
Ci penso e ripenso da ieri, quando questa folgorazione mi ha colto durante una riunione particolarmente noiosa come fossi san paolo sulla via di damasco.
Fatto sta che ogni volta che chiedo a quelli che lavorano nel mio ufficio IT come mai non posso fare una cosa con un benedetto programma loro invariabilmente rispondono: la potresti fare se avessi la nuova release ma visto che hai quella vecchia...
A parte il fatto che Microsoft e soci già ti fregano in partenza perchè chiamano l'ultima versione di un programma con il nome dell'anno successivo a quello in corso (ad esempio sharepoint 2010 in realtà è del 2009) e secondo me lo fanno per farti sentire già indietro...
Dicevo... a parte questo piccolo problema, non è che la tecnologia, che mi è sempre sembrata completamente avulsa dalla vita, non ne sia in realtà una perfetta metafora?
Non è che alla fine vivo sempre nella release precedente rispetto a quella in cui dovrei essere? Ed è così grave rimanere costantemente in ritardo?
In fondo aggiornare, imparare a gestire le modifiche, usare nuovi tasti è anche una gran fatica... E spesso le release successive sono peggiori delle precendenti (guarda cosa è successo con Vista)...
Non conviene quindi rimanere in ciò che si conosce bene? E se poi magari ti perdi proprio quella versione che rende il tuo PC (o la tua vita) un bolide e fai molte più cose interessanti? E se esistesse l'aggiornamento perfetto oppure se non esistesse per niente e l'aggiornamento perfetto fosse quello che hai già scaricato?
Ci penso e ripenso da ieri, quando questa folgorazione mi ha colto durante una riunione particolarmente noiosa come fossi san paolo sulla via di damasco.
mercoledì 19 gennaio 2011
sesso e accoppiamenti
In realtà è solo un titolo ad effetto per tenervi attaccati al mio blog visto che in questa cavolo di città non succede niente di interessante.
Ma veramente non succede niente o sono io che non mi accorgo delle cose che succedono?
Forse è colpa del cappello di pelo con le orecchie che mi impedisce di allargare lo sguardo così continuo a camminare a testa bassa in questa specie di brughiera milanese fuori stagione (la nebbia esige giorni novembrini, a gennaio non vale!).
Ma come ha fatto Emily Bronte (non trovo i puntini sulla e) a scrivere Cime Tempestose in quella landa desolata? Immagino che la variabile fosse il tempo (molto), non trovo altre spiegazioni... O forse l'assenza di internet...
Così visto che la desolazione climatica in sè non reca alcuna ispirazione, domani voglio fare una specie di esperimento e mettermi a parlare con tutti quelli che incontro in metropolitana per vedere se almeno uno mi racconta qualcosa di interessante al pari della mia amica Sondra di Atlanta.
Comunque se Alain de Botton dice che Gopnik è geniale perchè prende un argomento sul quale non c'è nulla da dire e lo tratta in maniera profonda, forse con le debite proporzioni anche io posso cavarmela parlandovi del niente che peraltro (grazie andrew war) è la cosa che si materializza più facilmente nel mio cervello.
Nel frattempo dichiaro aperta, dopo aver clamorosamente fallito i pronostici dei golden globe, la competizione tra la versione di barney, american life e hereafter. Io sono a quota 2, appena avrò visto il film del buon Clint aprirò le danze.
Vorrei brindare con voi alle 430 page view di questo mese (del mio blog intendo)!
Che forse sono pochissime perchè calcolando i 10 post che ho scritto sono circa 40 unique users in totale e sono un po' pochi per vincere il premio di blogger dell'anno di Donna Moderna ma sono sicuramente più di zero.
Anche in questo post non ho usato nessuna parola recante una gn nel mezzo (eg. ognuno), appena avrò ripassato le regole grammaticali di base userò solo parole con gn.
Buonanotte!
Ma veramente non succede niente o sono io che non mi accorgo delle cose che succedono?
Forse è colpa del cappello di pelo con le orecchie che mi impedisce di allargare lo sguardo così continuo a camminare a testa bassa in questa specie di brughiera milanese fuori stagione (la nebbia esige giorni novembrini, a gennaio non vale!).
Ma come ha fatto Emily Bronte (non trovo i puntini sulla e) a scrivere Cime Tempestose in quella landa desolata? Immagino che la variabile fosse il tempo (molto), non trovo altre spiegazioni... O forse l'assenza di internet...
Così visto che la desolazione climatica in sè non reca alcuna ispirazione, domani voglio fare una specie di esperimento e mettermi a parlare con tutti quelli che incontro in metropolitana per vedere se almeno uno mi racconta qualcosa di interessante al pari della mia amica Sondra di Atlanta.
Comunque se Alain de Botton dice che Gopnik è geniale perchè prende un argomento sul quale non c'è nulla da dire e lo tratta in maniera profonda, forse con le debite proporzioni anche io posso cavarmela parlandovi del niente che peraltro (grazie andrew war) è la cosa che si materializza più facilmente nel mio cervello.
Nel frattempo dichiaro aperta, dopo aver clamorosamente fallito i pronostici dei golden globe, la competizione tra la versione di barney, american life e hereafter. Io sono a quota 2, appena avrò visto il film del buon Clint aprirò le danze.
Vorrei brindare con voi alle 430 page view di questo mese (del mio blog intendo)!
Che forse sono pochissime perchè calcolando i 10 post che ho scritto sono circa 40 unique users in totale e sono un po' pochi per vincere il premio di blogger dell'anno di Donna Moderna ma sono sicuramente più di zero.
Anche in questo post non ho usato nessuna parola recante una gn nel mezzo (eg. ognuno), appena avrò ripassato le regole grammaticali di base userò solo parole con gn.
Buonanotte!
Iscriviti a:
Post (Atom)








